Farina biologica macinata a pietra: un giovane salva un mulino per produrla

È una bella storia quella di Stefano Caccavari, 28 anni di San Floro, che sfruttando il potere dei social è riuscito prima ad avviare il cosiddetto “orto di famiglia”, ovvero piccoli appezzamenti di terreno assegnati a chi ha voglia di coltivare i propri ortaggi in modo totalmente bio, e poi, grazie ai circa 500 mila euro raccolti online, a salvare l’ultimo mulino a pietra della Calabria, il “Mulinum di San Floro” dove il grano diventa farina e nello stesso casolare, dal 19 marzo, la farina verrà trasformata in prodotti da forno come pane, dolci e pizza.

GUARDA IN ALTO IL VIDEO DELLA MACINAZIONE DEL PRIMO SACCO DI FARINA BIOLOGICA

Stefano ha inaugurato insieme a numerosi amici e curiosi la nuova struttura. Taglio del nastro con il sindaco di San Floro Teresa Procopio e con il presidente della Provincia di Catanzaro Enzo Bruno. Erano presenti in tanti per sostenere l’idea, per vedere con i propri occhi un sogno che si è materializzato in 120 giorni in località Torre del Duca: il casolare realizzato in bio edilizia naturale, il mulino, quattro macine di pietra, due forni e le sale.

Il giovane imprenditore ha macinato di fronte a tutti il primo sacco di farina biologica macinata a pietra, come 100 anni fa, per difendere territorio e tradizione. «Il progetto è nato su internet – ricorda Caccavari – ho lanciato l’appello sui social “aiutatemi a salvare un mulino” e da lì abbiamo costruito un intero casolare per macinare grano in farina grazie ai tanti contributi di quelli che oggi sono soci del mulino e che hanno acquistato in anticipo, con una carta prepagata, la farina che consumeranno in futuro. Dopo questo è nata la filiera dei grani, abbiamo oltre 200 ettari di grano già coltivato. Stanno nascendo una marea di opportunità di lavoro come fornai, pizzaioli, mugnai, camerieri».

Ma non finisce qui, il giovane imprenditore, che ha saputo far parlare di sè i media nazionali, annuncia anche un franchising in tutta Italia per le pizzerie Mulinum. «È la prima volta che un mulino diventa “social” – ci tiene a ricordare Caccavari – vogliamo condividere un bene che una volta riguardava solo la famiglia. Le risorse contano poco, quelle si trovano – ciò che serve è la volontà di fare le cose».

Un bell’esempio partito dal sud di chi crede nelle proprie potenzialità e in quelle del proprio territorio, un sfida che ora è tutta da giocare! (Fonte)

Per chi volesse sapere di più o prenotare online un sacco di farina biologica può visitare il sito www.mulinodisanfloro.it

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