La Ferrero nella bufera

Abbiamo ucciso i piccoli produttori per enfatizzare la grande industria, utilizzando slogan nei quali sono state impiegate parole quali: igiene, sicurezza, ambiente asettico, controlli, ecc…

Un messaggio che, nella gente, si è impresso come sinonimo di fiducia, affidamento, stima, e come dice la pubblicità di un noto brodo: “è come a casa tua, ma più in grande”, ne siamo proprio sicuri? Ovviamente, per estensione, il piccolo artigiano non è più affidabile.

Cosa è successo?

É recente la notizia dei ritiri dal mercato dell’ovetto Kinder Ferrero per salmonella. L’Efsa (European Food Safety Agency) ha però comunicato che la situazione ha avuto un rapido sviluppo in relazione ad un focolaio epidemico di Salmonella Typhimurium, variante monobasica, in 7 Paesi europei tra cui: Regno Unito, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo.

A partire dal 5 aprile 2022, sono stati segnalati più di  130 casi in età compresa tra gli 8 mesi e i 56 anni; in particolare sono stati coinvolti  bambini di età inferiore ai 10 anni, per lo più ricoverati in ospedale, e, per alcuni di loro, i sintomi clinici sono gravi con dissenteria mista a sangue.

Indagini in corso…

I prodotti (sembra siano almeno quattro quelli coinvolti) sono stati richiamati, e le indagini sono in corso da parte delle autorità sanitarie e di sicurezza alimentare nei Paesi in cui sono stati segnalati i casi per individuare la causa, l’estensione della contaminazione e per garantire che i prodotti contaminati non vengano immessi sul mercato.

I ricercatori hanno inoltre segnalato l’esistenza, in relazione al ceppo epidemico di Salmonella, di una resistenza al multi-farmaco; hanno però segnalato l’esistenza di farmaci risultati efficaci per i casi di infezione del flusso sanguigno.

Una riflessione è doverosa

Proviamo a pensare solo all’immensa quantità di ingredienti necessari alla sola produzione di Nutella, che viene esportata in 160 Paesi del mondo per un totale che supera le 350.000 tonnellate; un investimento di risorse per la produzione di  qualcosa di nutrizionalmente dannoso, che non coinvolge soltanto la salute dell’uomo, ma anche quella del pianeta … e non viene prodotta soltanto Nutella.

Fermiamoci un istante e poniamoci qualche domanda… Com’è possibile controllare un’immensità produttiva di queste dimensioni?

Si chiede quindi una riflessione a tutte quelle persone che hanno tirato un sospiro di sollievo per il fatto che l’Italia sembra non sia stata contaminata. Il danno non è la Salmonella, il danno è nella testa di chi pensa che questi  prodotti siano assolutamente necessari ai bambini (e agli adulti).

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