Junk Food, anche la Spagna prende posizione. E l’Italia?

E dopo l’Inghilterra, anche il governo spagnolo vieterà la pubblicità di cibi malsani rivolta ai bambini. Il Ministero degli Affari  per i consumatori, nel mese di ottobre, ha dichiarato l’avvio all’utilizzo di linee guida come stabilito dall’Organizzazione mondiale della sanità.  La presa di posizione è molto forte!

Saranno infatti vietate le pubblicità di cibi e bevande non salutari destinati a bambini e adolescenti trasmesse attraverso  TV, radio, social media, siti Web, applicazioni, cinema e giornali. Il dipartimento detterà regole sui prodotti di questo genere, che potranno essere pubblicizzati seguendo i profili nutrizionali restrittivi indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Il fallimento europeo sull’autoregolamentazione delle aziende

Dopo il fallimento del “Codice Paos”, iniziativa che l’industria alimentare ha utilizzato per l’autoregolamentazione dal 2005, mostratosi totalmente insufficiente, il ministro Alberto Garzón è intervenuto spiegando la scelta di utilizzare un decreto come strumento per ridurre i tassi “allarmanti” dell’obesità infantile in Spagna: “Questo è un serio problema di salute pubblica”, ha dichiarato in una sua recente apparizione a Barcellona.

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L’inefficacia del Nutri-Score

Un inciso viene fatto nei confronti del sistema “Nutri-Score” dimostratosi inefficace e pieno di controversie. Questo sistema,  si basa su valori nutrizionali non sempre coerenti con la realtà dell’alimento stesso, assegnando così valutazioni positive ad alcuni prodotti altamente trasformati e dannosi, mentre allo stesso tempo attribuisce un punteggio negativo ad un alimento, come ad esempio l’olio extravergine di oliva, ricco di grassi di buona qualità, che lavorano a favore della nostra salute. Quindi, la decisione presa per il futuro, è di utilizzare gli standard dichiarati dall’OMS.

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Le categorie degli alimenti coinvolte 

Il regolamento, che entrerà in vigore il prossimo anno, coinvolgerà  cinque categorie di prodotti che non verranno pubblicizzati ai minori, indipendentemente dal loro contenuto nutrizionale “nutri-score”. Si tratta di caramelle a base di cioccolato o zucchero, barrette energetiche, topping dolci e dessert; un gruppo di prodotti tra cui torte, biscotti e altri prodotti da forno; altre tre categorie che comprendono succhi, bevande energetiche e gelati.

Secondo i piani del Ministero, la pubblicità di prodotti non salutari sarà vietata tutto il giorno sui canali TV per bambini, mentre sarà limitata sulla radio o su altri canali TV prima, dopo e durante i periodi di tempo in cui i minori di 16 anni la guarderanno. I social media, le applicazioni, Internet e la stampa non conterranno pubblicità rivolta ai minori di 16 anni.

Obesità: la Spagna come l’Italia

I problemi dell’obesità in Spagna non sono certo migliori di quelli italiani. Secondo lo studio Aladino 2019, basato su un sondaggio di bambini dai sei ai nove anni, il 40,6% di questi minori è al di sopra del peso raccomandato, mentre il 23,3% è in sovrappeso e il 17,3% è obeso. Il problema di fondo, sottolineato anche dallo studio spagnolo, è che i genitori di bambini in sovrappeso non lo considerano un problema, anzi non lo vedono proprio come un problema:

“In Spagna, un bambino su tre è sovrappeso o obeso”, ha dichiarato su Twitter il ministero dei consumatori. “La pubblicità è una delle cause di questa cifra”. L’Italia? Chissà  se ci sta pensando.

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