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Cicerchie: tra falsi miti e realtà

In passato ingiustamente demonizzate, oggi le cicerchie sono oggetto di riscoperta

Pubblicato il 21/08/2018 da

Le cicerchie sono un legume che negli ultimi anni ha subito una vera e propria riscoperta, sia in ragione del loro sapore delizioso, molto simile a quello dei ceci ma ancora più delicato rispetto a questi ultimi, sia per la loro ampia sfruttabilità in cucina. Le cicerchie, infatti, possono essere utilizzate sia per preparare primi piatti, come zuppe calde e paste, ma anche per arricchire le proprie insalate, e come contorno di accompagnamento a secondi piatti di carne o pesce.

I semi delle cicerchie sono di colore chiaro, molto simile ai ceci, ma a differenza di questi ultimi presentano una forma particolare, quadrangolare e molto irregolare: è infatti impossibile trovare un seme identico all’altro.

Le cicerchie sono un legume secco particolarmente antico e pregiato, molto apprezzato sin dai tempi più antichi proprio per via dei numerosi benefici che apportano al nostro organismo. Le cicerchie, infatti, erano coltivate e apprezzate già dagli Egizi, che infatti le utilizzavano per preparare pane e focacce, e sono ancora oggi molto diffuse soprattutto in Asia e in Africa. In Italia, data la sua straordinaria capacità di resistere anche per lunghi periodi all’assenza di acqua, questo legume è coltivato e diffuso per lo più nelle regioni centrali e meridionali, in particolar modo nelle Marche, in Umbria, nel Lazio, in Puglia e nel Molise. Non a caso, si tratta di uno tra i legumi antichi più rari, tanto che risulta spesso difficile da reperire nei negozi anche specializzati.

Le cicerchie fanno male?

Le cicerchie sono state fortunatamente riscoperte nel corso degli ultimi anni: sino a poco tempo fa, invece, questo legume secco non veniva praticamente quasi mai consumato perché ritenuto nocivo per la nostra salute. Più nello specifico, per molto tempo i semi della cicerchia sono stati ritenuti tossici per l’organismo, in quanto contenenti al loro interno una neurotossina, l’amminoacido ODAP, e, seppure in piccolissime quantità, il Daba, un altro aminoacido tossico per il sistema nervoso.

Come conferma anche la scienza, se queste due sostanze vengono ingerite in elevate quantità, possono provocare gravi danni al nostro organismo, e favorire in particolar modo la comparsa del neurolatirismo, una patologia degenerativa che, a lungo andare, provoca la completa paralisi degli arti inferiori del corpo e vari disturbi funzionali.

L’idea secondo cui le cicerchie sarebbero la principale causa della formazione di questa malattia è, in realtà, un falso mito, considerando che al giorno d’oggi questa patologia è praticamente scomparsa, visto appunto il consumo sporadico che si fa di questo legume. Le cicerchie, infatti, favoriscono l’insorgenza di questa malattia solamente se consumate quotidianamente ed in elevate quantità: mangiare ogni tanto un buon piatto di cicerchie, invece, non è assolutamente pericoloso per l’organismo, anzi! Non a caso, oggi questa patologia è presente solamente in quei paesi dove sono avvenute carestie e la popolazione è costretta a nutrirsi ogni giorno esclusivamente di questo legume.

Pertanto, non devi assolutamente preoccuparti, perché le cicerchie sono un alimento assolutamente sicuro e salutare per il nostro corpo. Inoltre, le cicerchie che trovi oggi nei negozi vengono accuratamente pulite con appositi metodi prima di essere messe in vendita, pertanto i semi in commercio sono assolutamente privi di queste sostanze tossiche.

Non solo: una volta che hai acquistato le tue cicerchie, per eliminare qualsiasi eventuale residuo di ODAP e Daba rimasto al loro interno è più che sufficiente eseguire un accurato lavaggio prima di cuocerle. La fase dell’ammollo, infatti, è particolarmente indicata sia perché consente di eliminare qualsiasi residuo di neurotossina, sia perché rende le cicerchie più morbide e facili da cuocere. Le cicerchie, però, proprio per queste ragioni richiedono un tempo di ammollo particolarmente lungo: questo legume secco deve, infatti, essere messo in ammollo in acqua tiepida e salata da un minimo di 24 ad un massimo di 48 ore. Inoltre, nel corso dell’ammollo l’acqua va sostituita un paio di volte e, una volta trascorso il lasso di tempo indicato, l’acqua dell’ammollo deve essere gettata, e le cicerchie vanno cotte in una pentola con all’interno dell’ acqua fresca e nuova.

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