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La carne dei fast food è da demonizzare?

Basta evitare patatine fritte, salse e bevande zuccherate e tenere a mente le raccomandazioni anti-cancro

Pubblicato il 02/05/2018 da Susanna Bramante

Molti potranno stupirsi nel sapere che nemmeno la carne dei fast food è da demonizzare. Contrariamente a quanto si possa pensare, la carne non è scadente, anzi, è selezionata con cura, proveniente da aziende che forniscono gli stessi prodotti anche a macellerie e supermercati. Ogni catena di fast food tra le più rinomate usa fornitori locali nazionali, sottoposti alle normative vigenti del paese di produzione e sono soggetti a numerosi e rigorosi controlli.

Se il fast food si trova in Italia, quindi, la carne utilizzata è prevalentemente di origine italiana: le aziende fornitrici sono leader del settore, con stabilimenti dotati di tecnologie di produzione e sistemi di controllo all'avanguardia. Dunque anche la carne per i fast food in Italia, come tutta l’altra carne, per poter essere commercializzata deve essere sottoposta a rigorosi controlli lungo tutte le fasi della filiera, che vanta un meticoloso sistema di tracciabilità.

La materia prima è costituita esclusivamente da alcuni tipologie di tagli muscolari interi che vengono attentamente verificati prima dell’utilizzo, del tutto analoghi a quelli che si possono trovare in macelleria per produrre arrosti o brasati. A questi non si aggiunge nient’altro, né altri ingredienti, aromi, condimenti, o tantomeno additivi. Non si tratta quindi di carni di seconda scelta, come alcuni pensano erroneamente, ma semplicemente tagli interi ottenuti dal quarto anteriore adatti ad essere macinati.

Anche il protocollo di igiene è molto scrupoloso, sia per quanto riguarda la pulizia degli ambienti di lavoro sia sui prodotti, raggiungendo il massimo degli standard sulla sicurezza. Ecco perché è molto difficile incorrere in qualche intossicazione alimentare, come invece può accadere più spesso in ristoranti anche molto più cari.

Una raccomandazione che si può fare è quella di cercare di consumare il pasto lentamente: spesso infatti si tende a non perdere troppo tempo e a mangiare sbrigativamente, complice anche l’accostamento ad hoc di alcuni colori nell’ambiente di alcuni fast food, come ad esempio il rosso e il giallo, che crea una sorta di “stress” che spinge a finire in fretta. Mangiando invece con calma si aggira questo “problema” e anche la salute ne trae beneficio.

La percezione comune del fast food continua ad essere di scarsa qualità, principalmente per il prezzo molto basso. In realtà questa convenienza si ottiene grazie ad economie di scala, ad una grande efficienza produttiva e ad un’adeguata allocazione delle risorse, non alla qualità della materia prima. Questa è infatti la migliore possibile, ottenuta spesso da animali cresciuti e allevati in Italia sotto un regime alimentare controllato e di cui è possibile conoscere tutta la storia, in totale trasparenza e con le stesse severe normative sul benessere animale ed efficacia dei controlli veterinari.

Dal punto di vista nutrizionale, l’hamburger offre un pasto completo e ben bilanciato. Abbiamo tutto: i carboidrati del pane, le proteine della carne, le vitamine e le fibre delle verdure, con un apporto di circa 300 Kcal. Quello che “stona” è l’accompagnamento fatto di salse, patatine fritte e bevande zuccherate, che gonfiano e aggiungono circa 400 Kcal in più che si possono evitare. Ma il panino in sé non ha nulla che non va, e può trovare spazio all’interno di una dieta il più possibile variata. Basta solo non esagerare, ricordandosi la raccomandazione di non mangiare più di 500 grammi di carne rossa a settimana, come prevede la nostra Dieta Mediterranea.

Oggi poi le migliori catene di fast food offrono un menu molto diversificato, che oltre al classico hamburger di carne rossa spazia tra insalate, hamburger di pesce, pollo e panini personalizzati. Il tutto in ambienti ampi e accoglienti, nati dalla trasformazione della vecchia la logica del “fast food” in un ottimo connubio tra gusto, convenienza, qualità e salute.

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Susanna Bramante

Susanna Bramante

Laureata con 110 e lode in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Pisa, è Agronomo, Ph. Doctor in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo, consulente della nutrizione e divulgatrice scientifica. Autrice e coautrice di 11 ... LEGGI »

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