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Il miglior farmaco naturale si chiama melagrana

I suoi principi attivi sono utili nella prevenzione e nel trattamento di moltissime patologie

Pubblicato il 23/01/2018 da Susanna Bramante

La melagrana è un frutto dalle origini antiche, proveniente dall’Iran e coltivato nel Caucaso, in India e in tutta la regione mediterranea. È costituita da tanti chicchi rossi, poco dolci e succosi agglomerati tra loro, un po’ noiosi da sgranare, ragion per cui spesso gli viene preferita altra frutta più conosciuta e dall’utilizzo più immediato. Ma una volta imparato a consumarla, sarebbe un peccato perdersi le sue straordinarie virtù.

Nell'ultimo decennio infatti sono stati pubblicati numerosi studi sulle proprietà antiossidanti, anticancerogene, anti-aterosclerotiche e antinfiammatorie dei costituenti della melagrana, incentrati sul trattamento e sulla prevenzione del cancro, delle malattie cardiovascolari e del diabete.

L'interesse crescente della ricerca nei confronti di questo frutto riguarda soprattutto la sua esclusiva composizione biochimica, quindi il suo contenuto in polifenoli, come tannini e flavonoidi antiossidanti che gli conferiscono eccezionali qualità curative ed effetti antitumorali, anche se è necessario replicare e confermare la sua validità terapeutica con più studi clinici. In particolare i tumori contro cui si è dimostrato efficace è quello polmonare, della prostata, del seno, della pelle e del colon.

La melagrana infatti viene ampiamente utilizzata in medicina nelle applicazioni cliniche per le sue proprietà terapeutiche nei confronti di una varietà di disturbi, in quanto le sue componenti fitochimiche tra cui quercetina, rutina, acido tannico, antociani e catechine possiedono delle vere proprietà farmacologiche e tossicologiche, anche se i meccanismi d’azione non sono tuttora chiari.

Un’altra interessante proprietà è quella antibatterica e antifungina, in quanto è stato dimostrato che l’estratto di melagrana è in grado di inibire patogeni come lo Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Listeria monocytogenes, Salmonella e il fastidiosissimo fungo Candida albicans, grazie alla presenza inibitori attivi nelle bucce, inclusi fenoli e flavonoidi e di acido ellagico nel succo, un tannino bioattivo noto per la sua attività antiossidante, antitumorale e antinfiammatoria.

Recenti ricerche suggeriscono che il succo di melagrana può prevenire anche il diabete, grazie alla sua azione ipoglicemica e alla presenza di composti attivi, come gli acidi oleanolico, ursolico e gallico, dotati di azioni antidiabetiche, per cui merita ulteriori indagini per la messa a punto di trattamenti medici che siano davvero efficaci contro il diabete mellito di tipo 2.

Altre potenziali applicazioni includono l'ischemia cerebrale infantile, la disfunzione erettile e l'infertilità maschile, il morbo di Alzheimer, l'artrite, l'obesità e le malattie gengivali e dentali.

Ma come gustarlo al meglio? I semini presenti nel chicco infatti possono risultare troppo legnosi e fastidiosi in bocca e irritare l’intestino, per cui ideale sarebbe frullarlo, così che i semi vengano completamente schiacciati e amalgamati al succo, seguendo ad esempio questa gustosa ricetta che mostra come sgranare e frullare il melograno in un delizioso e cremoso “smoothie”.

LEGGI ANCHE: Come sbucciare la melagrana in 1 minuto

Anche le bucce sono commestibili e come i semi contengono frazioni ricchissime di antiossidanti, che possono essere sfruttati non solo nella realizzazione di prodotti alimentari, ma anche di integratori e prodotti nutraceutici. La buccia può essere arrostita in padella oppure seccata e usata per realizzare tisane, decotti e infusi, oppure frullata insieme al succo o bollita per poi utilizzare l’acqua di bollitura una volta raffreddata, che si è arricchita di tutte le sue componenti benefiche.

Nonostante le sue innumerevoli virtù è sempre valida la regola dell’evitarne l’abuso, come per tutti gli alimenti, per scongiurare il pericolo di intossicazione derivata dall’eccessiva somministrazione di principi attivi che può avere delle controindicazioni anche gravi, come senso generale di malessere e difficoltà respiratoria.

Resta comunque facile capire come mai sia stato soprannominato il "frutto della forza della natura", che però occorre consumare in modo giusto per poter usufruire al meglio dei suoi benefici.

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Susanna Bramante

Susanna Bramante

Laureata con 110 e lode in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali presso la Facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Pisa, è Agronomo, Ph. Doctor in Produzioni Animali, Sanità e Igiene degli Alimenti nei Paesi a Clima Mediterraneo, consulente della nutrizione e divulgatrice scientifica. Autrice e coautrice di 11 ... LEGGI »

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