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Giuggiole, il frutto autunnale che fa bene alla salute

Proprietà anti-obesità, ipoglicemizzanti, antiossidanti, epatoprotettive e gastroprotettive

Pubblicato il 20/11/2017 da Roberta Martinoli

Perché cercare le bacche di goji se abbiamo le giuggiole?

Conoscete l’espressione “andare in brodo di giuggiole?”. Significa “uscire fuori di sé dalla contentezza”. Questo modo di dire è piuttosto antico, viene menzionato già nel Vocabolario degli Accademici della Crusca nel 1612 e sembra sia dovuto alla bontà di questo frutto autunnale. La cosa interessante è che oltre ad essere buone le giuggiole hanno importanti effetti sulla nostra salute.

Che cosa sono le giuggiole?

Il giuggiolo (Ziziphus jujube Mill.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Rhamnaceae. È diffusa in Europa, nel sud-est del continente asiatico ed in Australia. Tutti noi potremmo avere una bella pianta di giuggiole in giardino perché cresce bene alle nostre latitudini. Il frutto è anche noto come dattero cinese. Quando è ancora acerbo ha un sapore simile a quello di una mela. Via via che matura tende a scurirsi, la superficie si fa rugosa ed il sapore diventa sempre più simile a quello di un dattero. Come il dattero ha un unico seme centrale che si separa facilmente nel frutto maturo.

Giuggiole, valori nutrizionali

Cento grammi di giuggiole apportano 79 kcal, 20 grammi di carboidrati, 1,2 grammi di proteine, vitamina A (40 Unità Internazionali), vitamina C (69 mg), calcio (21 mg) ferro (0,5 mg) e magnesio (10 mg).

Giuggiole ed effetti sulla salute

Le giuggiole trovano ampio impiego nell’ambito della medicina tradizionale come rimedio di molteplici mali. Le principali sostanze ad azione bioattiva sono la vitamina C, i composti fenolici, i flavonoidi, gli acidi triterpenici ed i polisaccaridi. Gli vengono attribuite proprietà anti-neoplastiche, anti-obesità, ipoglicemizzanti, immunostimolanti, antiossidanti, epatoprotettive e gastroprotettive. Sarebbero inoltre in grado di contrastare la formazione delle placche a livello dei vasi arteriosi (Fonte).

L’industria farmaceutica è alla continua ricerca di principi attivi capaci di prevenire e trattare le patologie con decorso cronico degenerativo. La strategia è in genere quella di estrarre i fitocomplessi da frutti, ortaggi o erbe che da sempre vengono usati per i loro effetti terapeutici. È successo così, ad esempio, nel caso del bergamotto o della mela annurca, entrambi impiegati nel trattamento delle dislipidemie ed è probabile che qualcosa di simile accada anche nel caso delle giuggiole.

Giuggiole e proprietà antiossidanti

L’elevato numero di lavori scientifici sulle giuggiole denuncia un certo interesse da parte delle industrie farmaceutiche che fanno estratti erbali. Alcuni studiosi hanno sottoposto ad analisi cromatografica (HPLC, High-Performance Liquid Chromatography) dieci cultivars di giuggiolo valutandone la texture, l’attività antiossidante, il contenuto in zuccheri ed in acidi organici ed in ultimo la composizione fenolica. Sono dunque stati identificati e quantificati 4 zuccheri (ramnosio, fruttosio, sucrosio e glucosio), 3 acidi organici (malico, citrico e succinico), e ben 11 composti fenolici (acido gallico, acido protocateuchico, acido cinnamico, acido clorogenico, acido caffeico, acido ferulico, acido ellagico, catechine, epigallocatechine, rutina e quercitina).

A conclusione dello studio si è potuto affermare che, tra tutte, la cultivar Jiaxinmuzao sembra essere una vera e propria miniera di antiossidanti (Fonte). Se state pensando dunque di acquistare una pianta di giuggiole fate in modo che sia una Jiaxinmuzao

Le giuggiole fanno buon sangue

L’altra importante proprietà delle giuggiole è quella di promuovere l’ematopoiesi vale a dire la formazione e la maturazione degli elementi corpuscolati del sangue a partire dai loro precursori. In un recente lavoro scientifico si è potuto dimostrare che l’applicazione di un estratto acquoso di giuggiole su cellule umane di epatocarcinoma (Hep3B) incrementa la sintesi di eritropoietina (attraverso l’attivazione del fattore di trascrizione hypoxia-inducibile factor-1α) con una modalità dose-dipendente (Fonte). Anche se il frutto tal quale non può avere le stesse proprietà del fitocomplesso le giuggiole si integrano bene nell’alimentazione dello sportivo e dei soggetti anemici.

Giuggiole e sonno

Sempre in ambito di medicina popolare alla giuggiola viene attribuito un effetto calmante sulla mente e favorente il riposo notturno. La giuggiola sarebbe in grado di proteggere il nostro Sistema Nervoso Centrale dallo stress neurotossico, stimolando la differenziazione neuronale, la sintesi di fattori neurotrofici e promuovendo i processi di memorizzazione e di apprendimento (Fonte).

Il consiglio potrebbe essere quello di prepararsi un infuso a base di giuggiole da bere la sera prima di andare a letto, magari mentre si legge un bel libro o si ascolta una musica rilassante.

Giuggiole, dove acquistarle?

Nonostante il sapore gradevole e le riconosciute proprietà salutistiche la giuggiola non è un frutto che si trovi con facilità sui banchi del mercato. Potrebbe essere possibile acquistarle tramite uno dei siti che fanno vendita on line. In alternativa, per chi ne ha la possibilità, si potrebbe pensare di mettere a dimora una pianta di giuggiole (che peraltro è molto bella) in un angolo del giardino. Attenzione però perché la pianta può raggiungere dimensioni notevoli.

Ed infine una ricetta: Risotto alla zucca, con formaggio di capra e giuggiole

Ingredienti

  • Riso brillato                100 g
  • Zucca gialla                70 g
  • Cipolle                                    10 g
  • Olio Evo                     5 g
  • Aglio, sale e prezzemolo
  • Caciotta di capra        20 g
  • Giuggiole                    20 g

Mettete in una casseruola l’olio, la cipolla tritata e l’aglio e lasciateli imbiondire. Una volta preparato il fondo di cottura dovrete aggiungere la zucca tagliata a dadini insieme con qualche cucchiaio di acqua. La farete cuocere per 5 minuti per poi aggiungere il riso e l’acqua a sufficienza per poterlo cuocere. A fine cottura aggiungerete il prezzemolo, il formaggio e le giuggiole ridotte in pezzetti.

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Roberta Martinoli

Roberta Martinoli
Nutrizionista

Sono ormai 15 anni che mi occupo di Nutrizione Umana. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato lì che ho cominciato a studiare le tecniche di valutazione della composizione corporea e i principi di dietoterapia. Mi sono ... LEGGI »

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