I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

L’alimentazione che contrasta i sintomi dell’Alzheimer

Non cura, ma previene

Pubblicato il 07/11/2017 da Prevenzione a tavola

Che non si tratti di una cura, lo precisano gli stessi ricercatori. «L’intervento nutrizionale non rappresenta la soluzione alla malattia di Alzheimer - precisa Tobias Hartmann, a capo del dipartimento di neurologia sperimentale all’Università di Homburg (Germania) -. Ma adesso sappiamo che prima si interviene anche in questo modo, maggiori sono i vantaggi per i pazienti».

Una premessa doverosa per presentare i risultati di uno studio pubblicato sulla rivista «The Lancet Neurology» permetta una significativa stabilizzazione delle performance cognitive e funzionali della vita quotidiana e una riduzione dell’atrofia cerebrale. Il cocktail sperimentale, dunque non riproducibile in proprio, era così composto: acidi grassi omega 3, fosfolipidi, vitamine del gruppo B (B6, B12 e acido folico), vitamine C ed E, selenio, colina e uridina monofosfato.

Gli esiti dell’intervento nutrizionale I risultati dello studio clinico «LipiDiDiet» dimostrano dunque come l’assunzione una volta al giorno di un supporto composto di diversi nutrienti (pur non migliorando i risultati di una specifica batteria di test neuropsicologici con cui si monitora il decorso della malattia, considerati l’obiettivo primario dell’indagine), possa in futuro diventare un’opportunità per permettere di porre un argine alla sua progressione del processo neurodegenerativo.

Lo studio, parte di un ampio progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europea, ha coinvolto 311 pazienti con Alzheimer in stadio iniziale arruolati da undici centri di quattro nazioni: Finlandia, Germania, Olanda e Svezia.

I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi: al primo è stata fornita per due anni la bevanda funzionale in studio, all’altro una bevanda di controllo di pari contenuto energetico. S’è così potuto notare il beneficio, consistente nella riduzione dell’atrofia cerebrale: nello specifico dei volumi dell’ippocampo (responsabili dei deficit di memoria) e dei ventricoli (risultano dilatati nei malati di Alzheimer). Un’evidenza che va dunque oltre l’aspetto sintomatico, «che non s’era mai ottenuta prima», aggiunge Hartmann.

La dieta mediterranea come strumento di prevenzione Le conclusioni meritano di essere considerate ancora pionieristiche, ma riportano l’attenzione sul ruolo che l’alimentazione può avere sia a scopo profilattico sia eventualmente per rallentare la progressione della malattia: di cui in Italia soffrono seicentomila persone.

Le maggiori evidenze, in realtà, riguardano ancora l’aspetto preventivo. Qualche esempio? La dieta mediterranea può far evitare, o permettere quanto meno di ritardare, l’insorgenza della malattia di Alzheimer. Cereali integrali, frutta, verdura e pesce azzurro sono le categorie di alimenti che aiutano il cervello a rimanere giovane. Segno che un corretto stile di vita, che contempla anche una regolare attività fisica, gioca un ruolo non secondario nell’insorgenza delle malattie neurodegenerative.

Come conferma Elio Scarpini, che dirige l’unità dipartimentale malattie neurodegenerative dell’ospedale Maggiore Policlinico di Milano, «è ormai dimostrato che un regime alimentare povero di zuccheri semplici, sale, grassi e proteine animali ha un effetto protettivo sulla fitta rete di neuroni. Stesso discorso può essere esteso al fumo, altrettanto pericoloso per la mente. Un regime alimentare povero ci difende dal rischio di andare incontro alle malattie neurodegenerative». (Fonte)

Inizia subito a cucinare e mangiare sano prevenendo le malattie croniche: acquista il Corso online di "Prevenzione a tavola" a 70 € invece che 95.

banner basso postfucina



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





Leave a Reply

NOTIZIE + RECENTI

La zucca è ottima per la nostra salute: due ricette da leccarsi i baffi

La zucca, la regina dell'autunno, è ricca di proprietà benefiche per il nostro organismo

Tutti i cibi che fanno bene alla pelle

La mantengono sana, idratata e la fanno invecchiare meno

L’olio extravergine d’oliva protegge da infarti e ictus

Il merito è di una proteina salva-cuore

Nel tuorlo d’uovo in segreto per non perdere i capelli

Secondo uno studio giapponese si nasconde un possibile composto contro l'alopecia

La dieta mediterranea allunga la vita degli anziani

Perché riduce del 25% il rischio di morte per qualsiasi causa negli over-65

Corsi - Prevenzione a tavola

Le fragole contrastano le malattie infiammatorie croniche intestinali

Secondo studio possono essere utili contro morbo di Chron e colite ulcerosa

Ecco perché le cicerchie fanno bene

Proprietà e benefici delle cicerchie

Cicerchie: tra falsi miti e realtà

In passato ingiustamente demonizzate, oggi le cicerchie sono oggetto di riscoperta

Corsi - Prevenzione a tavola

La curcuma è in grado di uccidere le cellule tumorali

I ricercatori hanno scoperto che unendola al platino riesce a uccidere le cellule malate

Psoriasi? Ci pensa la dieta mediterranea

Studio condotto su oltre 3500 persone colpite da malattia dà ottimi risultati

Come conservare l’olio extravergine di oliva

Esistono diverse accortezze, come tenere l'olio al riparo da luce, calore e ossigeno

Cosa pensa davvero l’ONU di parmigiano, olio d’oliva e prosciutto

Siamo tornati sull'argomento per fare chiarezza su quello che è avvenuto realmente

Gli alimenti che fanno male alla prostata

Ecco cosa mangiare d'estate per tenere la prostata in salute

La panzanella: la vera ricetta e le inaspettate proprietà del pane toscano DOP

Mangiare la panzanella può essere estremamente prezioso per il nostro organismo

Bere un tè al giorno protegge il cuore, specie negli anziani

Rallenta la naturale diminuzione del colesterolo Hdl, quello cosiddetto 'buono'