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Qual è la differenza tra marmellata e confettura?

Sapevate che i due termini non sono affatto sinonimi?

Pubblicato il 18/10/2017 da Prevenzione a tavola

Sapevate che la marmellata di albicocche non esiste? Si avete capito bene: i termini "marmellata" e "confettura" non sono sinonimi uno dell'altro, anzi.

La marmellata è un prodotto a base di agrumi (limone, arancia, mandarino e, più raramente, cedro, pompelmo e bergamotto); si parla invece di confettura se si usa qualsiasi altro tipo di frutta (o di ortaggi come la cipolla). La differenza la fa anche la percentuale di frutta usata per il preparato: deve essere almeno del 20 per cento per la marmellata, del 35 per cento per la confettura, del 45 per cento per la confettura extra.

LEGGI ANCHE Come fare la confettura d’uva senza zucchero

E la gelatina? E’ un prodotto ancora diverso perché preparato esclusivamente con il succo della frutta senza polpa o buccia. Secondo la legge, eventuali preparati non di agrumi che contengano una percentuale di frutta inferiore al 35 per cento, possono essere definiti a loro volta "marmellate", ma si tratta di prodotti di qualità inferiore, che comunque non possono scendere al di sotto del venti per cento di frutta. Lasciando da parte i sofismi legislativi, marmellate e confetture fanno parte dell’alimentazione dell’uomo fin dall'antica Grecia. Se una volta venivano preparate esclusivamente in casa, oggi sono per la maggior parte di produzione industriale. (Fonte)

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