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Nobel per la Medicina a Hall, Rosbash e Young

Per la scoperta del meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano

Pubblicato il 02/10/2017 da Prevenzione a tavola

Va a Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young il premio Nobel per la Medicina 2017 per la scoperta del meccanismo molecolare che controlla il ritmo circadiano. L'annuncio è stato dato oggi come da tradizione al Karolinska Institutet di Stoccolma. I vincitori sono stati scelti fra i 361 scienziati candidati quest'anno.

Il premio ammonta a 9 milioni di corone svedesi, al cambio odierno oltre 940mila euro. Dal 1901 al 2016 sono stati 107 i premi Nobel in Medicina consegnati a un totale di 211 scienziati, dato che il riconoscimento viene dato spesso a più di una persona.

Quest'anno a Stoccolma "hanno premiato un meccanismo bellissimo, che può sembrare complesso ma in realtà è alla base di malattie croniche come diabete e obesità. Malattie legate ai geni, ma anche all'ambiente. Un meccanismo che, in modo più semplice, spiega il diverso effetto di una pizza mangiata a mezzogiorno rispetto a una consumata a mezzanotte". Così il genetista Giuseppe Novelli, rettore dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata,commenta all'AdnKronos Salute il premio Nobel per la Medicina alle ricerche di Jeffrey C. Hall, Michael Rosbash e Michael W. Young per la scoperta del meccanismo molecolare che controlla l'orologio biologico.

"Mi preme sottolineare che questi tre scienziati sono stati premiati per i loro lavori pionieristici, ma oggi uno dei massimi studiosi in questo campo è italianoPaolo Sassone-Corsi dell'Uci. Oggi sappiamo che, se alteriamo o invertiamo i ritmi circadiani - dice il genetista - si hanno effetti non solo a livello psicologico, ma anche fisico. Una cascata di eventi che possono aumentare il rischio di alcune malattie. Ebbene, questa scoperta è importante anche per le ricerche mirate a prevenire una serie di malattie 'del benessere', come diabete e obesità. Non solo: potremmo arrivare a un'alimentazione intelligente, basata su dati molecolari".

Ma alla fine in che consiste l''effetto pizza'? "Se la mangiamo a mezzogiorno - chiarisce lo scienziato - il nostro organismo è 'settato' per trarne il meglio, se invece lo facciamo a mezzanotte, quando il corpo si sta preparando al sonno, interrompiano una cascata di eventi importanti per l'organismo. Con un'alterazione metabolica" che finisce per avere degli effetti visibili e non, conclude Novelli. "Insomma, è decisamente meglio mangiare la pizza a mezzogiorno" (Fonte)



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