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Lo smog e l’inquinamento atmosferico mettono a rischio i reni

Studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American Society of Nephrology

Pubblicato il 29/09/2017 da Prevenzione a tavola

Non solo cuore, polmoni e cervello. L'inquinamento atmosferico potrebbe essere pericoloso anche per i reni. L'esposizione a livelli non eccessivi di particolato fine è stata infatti associata a un aumento del rischio di malattia renale o insufficienza renale. È quanto ha osservato uno studio realizzato negli Stati Uniti e pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American Society of Nephrology.

Il team di ricerca del VA Saint Louis Health Care System di St. Louis ha analizzato i dati relativi a poco meno di due milioni di soldati veterani, seguiti in media per otto anni e mezzo, incrociandoli con il database dall'Epa, l'Agenzia per la protezione dell'ambiente statunitense e della Nasa. Dall'analisi è emersa una relazione significativa tra i livelli di inquinamento e il rischio di declino della funzione renale e di insorgenza della malattia renale o dell'insufficenza renale. “Anche livelli inferiori ai limiti dell'Epa erano pericolosi per i reni”, spiega Ziyad Al-Aly, direttore della clinica di epidemiologia del VA Saint Louis Health Care System.

L'esposizione al particolato fine è stata associata in particolare a una riduzione del tasso di filtrazione glomerulare, una misura che indica la capacità dei reni di filtrare le scorie e quindi di rilevare la presenza di danni a questi organi. Minore è il tasso minore è il grado di funzionamento dei reni.

Poco meno di 45 mila casi di malattia renale cronica e circa 2 mila e 500 nuovi casi di insufficienza renale negli Stati Uniti sono attribuiti all'inquinamento atmosferico, con livelli superiori alla soglia di sicurezza individuata dall'Epa pari a 12 μg/m3. (Fonte)



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