I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

Verso nuovi test per diagnosticare l’Alzheimer ma manca la cura

Il 21 giornata mondiale, in Italia 600 mila malati, e aumenteranno

Pubblicato il 19/09/2017 da Prevenzione a tavola

Siamo sempre più vicini a disporre di un pacchetto di esami per la diagnosi precoce della malattia di Alzheimer, la forma più diffusa di demenza senile (rappresenta il 50-60% di tutti i casi): un set di esami che comprenderanno da semplici prelievi di sangue a esami della retina e altri tessuti e esami di imaging (risonanza, pet).

Lo riferisce Stefano Cappa, direttore scientifico dell'IRCSS San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia che spiega in un'intervista all'ANSA in occasione della 24/ima giornata mondiale Alzheimer che si celebra il 21 settembre: la reale applicabilità di questo pacchetto dipenderà dalla disponibilità di farmaci contro la malattia", farmaci ad oggi ancora non disponibili. I NUMERI DELLE DEMENZE Sono oltre un milione gli italiani che soffrono di una qualche demenza (circa 600 mila soffrono di morbo di Alzheimer) e a causa dell'invecchiamento del Bel Paese si avrà un aumento dei casi del 50% nei prossimi 20 anni e un raddoppio dei casi entro il 2050. Si stima che l'aspettativa di vita di un paziente con demenza sia in media dimezzata rispetto all'aspettativa di un coetaneo sano, spiega all'ANSA Antonio Guaita, direttore della Fondazione Golgi Cenci presso Abbiategrasso, domani tra i relatori del convegno sulle demenze che si terrà a Milano promosso dalla Federazione Alzheimer Italia. Inoltre, sono circa 3 milioni le persone direttamente o indirettamente coinvolte nell'assistenza ai loro cari con demenza. I soli costi annuali diretti per ciascun paziente vengono, in diversi studi europei, stimati in cifre variabili da 9000 a 16000 Euro a seconda dello stadio di malattia. Stime sui costi socio-sanitari delle demenze in Italia ipotizzano cifre complessive pari a circa 10-12 miliardi di euro annui, e di questi 6 miliardi per la sola malattia di Alzheimer.

VERSO UN TEST DI DIAGNOSI PRECOCE E' ormai sempre più chiaro che non basterà un solo esame per fare la diagnosi precoce di Alzheimer, spiega Cappa. Si punterà a un set di esami: del sangue (per cercare molecole presenti solo nel plasma di chi è destinato ad ammalarsi anche 10-20 anni dopo), o della retina e di altri tessuti alla ricerca di anomalie predittive, fino a un software, il cui prototipo è stato messo a punto all'Università di Bari, in grado di predirla guardando le immagini fornite dalla risonanza del cervello di un individuo. A chi ha un rischio certo di malattia (perché con malati in famiglia) saranno proposti esami quali la tomografia (PET, più costosa e non utilizzabile sulla popolazione generale) e l'esame del liquido cerebro-spinale (invasivo).

ANCORA NON CI SONO LE CURE Si tratta di cifre significative, sottolinea Stefano Govoni dell'università di Pavia, soprattutto se si pensa che ad oggi ancora non disponiamo di terapie risolutive. "In questo momento - rileva l'esperto - gli anticorpi contro il peptide beta amiloide (primo indiziato tra i presunti colpevoli dell'Alzheimer) che sono stati oggetto di tanti studi clinici a mio modo di vedere non hanno raggiunto esiti clinici apprezzabili e i benefici per i pazienti, sin qui osservati, sono davvero molto modesti". Per arrivare a dei farmaci veramente efficaci - spiega Cappa- è probabilmente essenziale un cambio di paradigma perché l'Alzheimer va visto come un problema di natura complessa e multifattoriale, con un ruolo importante di processi infiammatori, problemi vascolari, condizioni sociali, livello di istruzione e stili di vita, oltre che di fattori molecolari (l'accumulo di beta-amiloide nel cervello) su cui si lavora da tempo". (ANSA).



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





Leave a Reply

NOTIZIE + RECENTI

Cos’è il Miso e perché dovresti inserirlo nella tua alimentazione

Il miso protegge lo stomaco e l'intestino, migliora la digestione e sconfigge il gonfiore addominale

Bietola, da gustare tutto l’anno

Trucchetti e consigli di cottura e conservazione, più due ricette

Ceci alle erbe aromatiche

Oggi vi prepongo una ricetta facile e veloce

Zuppa di Orzo alle erbe, le ricette dell’antica Roma

Oggi vi propongo una ricetta invernale che pare piacesse molto anche agli antichi romani: l'Orzo “speciale” alle erbe!

Le virtù del cardo, parente stretto del carciofo

Tra le tante proprietà del cardo emerge quella protettiva per il fegato e quella anti-tumorale

Corsi - Prevenzione a tavola

Sicuri di conoscere tutte le proprietà dello scalogno?

Ricostituente, digestivo, disintossicante. Ecco come usarlo in cucina

La ricetta dello strudel di zucca

Oggi prepariamo un dolce buono e sano che non ci farà sentire in colpa, lo strudel di zucca

Ecco la frutta che ti salva da infarto e ictus

Le antocianine presenti in alcuni tipi di frutta rappresentano uno scudo per la salute del cuore

Corsi - Prevenzione a tavola

Crostata senza glutine con marmellata di pesche

Una ricetta buona e sana, adatta anche ai celiaci

Pane di zucca: dalla Pianura Padana con delizia

È un tipico pane della bassa Pianura Padana dove si prepara con le meravigliose zucche mantovane

Il tempo dei carciofi: proprietà benefiche e trucchi per cucinarli

Da gustare da novembre ad aprile, ottimi per gli effetti farmacologici e terapeutici su fegato e cistifellea

Pisciammare: la nutriente colazione del passato

Un tempo si preparava per andare a lavorare nei campi, oggi può costituire un pasto sano e nutriente

4 ottimi motivi per mangiare i cavoli

Ortaggio antinfiammatorio e anti-raffreddore per eccellenza, da preferire crudo o al vapore

Come pulire e cucinare il cardo

Le sue coste sono molto ricche di acqua e fibre, vitamine B e C, sali minerali

Ricetta del Pan dei morti senza zucchero

Una versione senza zucchero e con farina integrale del Pan dei morti