Dieta mediterranea, alleato nei pazienti oncologici

Cereali antichi come l’avena e il farro integrale, olio extravergine d’oliva, verdure di stagione e frutti di bosco, legumi, pesce azzurro dei nostri mari. La dieta mediterranea è una irrinunciabile e sana abitudine per tutti e può diventare anche un prezioso alleato per i pazienti oncologici. Un adeguato stile alimentare può, infatti, modulare gli effetti negativi delle terapie e al tempo stesso aiutare l’organismo ad essere più ricettivo alle cure stesse. Recenti studi hanno anche dimostrato l’estrema utilità di alimenti e spezie, come alghe, riso basmati, funghi shiitake, curcuma, che pur non facendo parte della nostra dieta sono validi aiuti in una alimentazione salutare e nella prevenzione.

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Il libro ‘La dieta mediterranea integrata e terapie oncologiche’ (Edizioni Latitudine 41) cerca di dare risposte agli interrogativi che i pazienti oncologici si pongono sulle abitudini alimentari da seguire prima e dopo la somministrazione di trattamenti come la chemio e la radioterapie e gli immunoterapici. Gli autori sono Elisabetta Sbisà (biologo molecolare), Maria Grazia Forte (chirurgo e specialista in nutrizione clinica oncologica), entrambe membri di Artoi (Associazione Ricerca Terapie Oncologiche Integrate) e Adolfo Sbisà Fondatore della Scuola di Cucina e Alimentazione Naturale – Apulian Natural Cookery School.

“Questo volume vuole essere una guida pratica per pazienti e familiari, ma anche per tutti coloro che vogliano assumere sane abitudini alimentari, un supporto sui cibi da evitare e su quelli da prediligere”, spiegano gli autori.

Diversi gli alimenti che un paziente oncologico dovrebbe consumare in un regime di aggressione al cancro. Cibi come quelli sopracitati che riducono lo stato infiammatorio, a basso indice glicemico, che mantengono bassa l’insulina e riducono l’apporto di sostanze nutritive alle cellule tumorali. Utilizzando informazioni e ricette che non impongono rinunce alla buona tavola, abbinati a studi specifici, il libro si pone l’obiettivo di insegnare il valore nutrizionale degli alimenti, la loro importanza nella vita quotidiana, la ricerca dei cibi più salutari, la valutazione del prodotto biologicamente valido a Km. 0. Per affrontare i giorni no del paziente e quelli che precedono,o seguono la somministrazione delle cure.

“La nutrizione è vita. Può essere fonte di disagio fisico e mentale ma anche qualcosa di più. Si può e si deve sapere cosa significa nutrire: stimolare il nostro pensiero, la nostra capacità razionale. La nutrizione è ciò che ci rende unici e diversi come specie”, spiega Massimo Bonucci, Presidente Artoi. (Fonte)

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