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Obesità adolescenziale, rischi per il fegato nel futuro

Risultati di una ricerca del Karolinska Institutet di Stoccolma e dell'Università di Lund

Pubblicato il 29/05/2017 da Prevenzione a tavola

Gli adolescenti e i giovani uomini obesi hanno maggiori probabilità di essere colpiti, in futuro, da malattie epatiche. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Gut dai ricercatori svedesi del Karolinska Institutet di Stoccolma e dell'Università di Lund, secondo cui il benessere del fegato sarebbe messo in pericolo soprattutto dalla compresenza di un forte sovrappeso e del diabete di tipo 2.

Nel corso della ricerca, gli autori hanno analizzato le condizioni sanitarie di oltre 1,2 milioni di uomini svedesi. Per riuscirci, hanno esaminato i dati raccolti durante le visite mediche per il servizio militare effettuate tra il 1969 e il 1996, e le informazioni contenute nei registri sulla salute della popolazione. Questo ha permesso loro di monitorare lo stato di salute dei partecipanti dall'anno successivo all'arruolamento fino al 31 dicembre 2012.

L'analisi ha evidenziato che nel periodo di osservazione 5.281 uomini hanno sviluppato una malattia epatica grave. Fra questi, 251 sono stati colpiti da cancro al fegato. Dal confronto di tutti i dati a disposizione, i ricercatori hanno potuto dedurre che un indice di massa corporea (Imc) elevato in giovane età, aumenta le probabilità di essere colpiti da patologie al fegato da adulti o da anziani.

Nello specifico, gli studiosi hanno osservato che gli uomini che da giovani erano in sovrappeso avevano quasi la metà di probabilità in più di sviluppare malattie epatiche in età avanzata, rispetto ai loro coetanei normopeso. I soggetti che da teenagers erano obesi, invece, correvano un rischio oltre due volte maggiore.

L'indagine ha rilevato che il pericolo di soffrire di patologie al fegato cresce anche tra i diabetici. Per cui, la compresenza delle due malattie rappresenta un ulteriore fattore di rischio. È, infatti, emerso che gli uomini che oltre a essere obesi soffrivano di diabete di tipo 2, avevano probabilità più di tre volte maggiori di sviluppare malattie epatiche rispetto alle persone di peso normale che non erano diabetiche.

“La scoperta potrebbe influenzare le politiche sanitarie, perché evidenzia la necessità di attuare interventi mirati contro il sovrappeso e l'obesità in età precoce e sottolinea, in particolare, il pericolo rappresentato dal diabete di tipo 2 come fattore di rischio per le malattie del fegato – scrivono gli autori -. Lo screening degli uomini con diabete mellito tipo 2 per la presenza di malattie epatiche potrebbe essere effettuato attraverso il ricorso a sistemi di punteggio a basso costo e non invasivi. Gli interventi per ridurre la crescente diffusione di sovrappeso e obesità dovrebbero essere attuati fin dalla più tenera età per ridurre il futuro carico di malattia epatiche gravi per gli individui e per la società”. (Fonte)



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