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L’inquinamento fa male anche al cuore

Una connessione che non aveva ancora trovato riscontro scientifico, almeno finora

Pubblicato il 03/05/2017 da Prevenzione a tavola

Che l’inquinamento sia tra i principali fattori di rischio per lo sviluppo di malattie del sistema respiratorio è ormai un dato di fatto. Da tempo però la comunità scientifica si interroga se sia possibile che le particelle inquinanti influiscano anche sulla salute di altri tessuti, per esempio il cuore e il sistema circolatorio. Una connessione che non aveva ancora trovato riscontro scientifico, almeno finora. Oggi invece i ricercatori dell’università di Edimburgo e dei Paesi Bassi hanno dimostrato che le nanoparticelle sono in grado di superare il filtro di naso e polmoni e viaggiare nel sangue, depositandosi nelle pareti dei vasi sanguigni.

LEGGI ANCHE: Vitamina B contro l’inquinamento: protegge cuore e sistema immunitario

Per questo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Acs Nano, i ricercatori hanno chiesto a 14 volontari di allenarsi per un paio d’ore respirando aria contenente particelle d’oro, talmente piccole da simulare le dimensioni delle nanoparticelle inquinanti ma non nocive per l’organismo (l’oro è considerato un materiale inerte).

Il giorno successivo i ricercatori hanno riscontrato la presenza di queste nanoparticelle nel flusso sanguigno dei partecipanti, una presenza verificata nelle urine di alcuni volontari anche tre mesi dopo l’esperimento.

“Abbiamo sempre sospettato che le nanoparticelle nell’aria che respiriamo possano sfuggire ai polmoni e entrare nel corpo, ma finora non c’era alcuna prova” afferma Nicholas Mills, autore della ricerca. “Questi risultati sono di grande importanza per la salute umana e ora dobbiamo concentrare la nostra attenzione sulla riduzione delle emissioni e dell’esposizione alle nanoparticelle aerodinamiche”.(FONTE)



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