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Bibite zuccherate, gli effetti dannosi sul cervello

Il consumo giornaliero di bibite zuccherate potrebbe ridurre i volumi cerebrali e aumentare il rischio di perdere la memoria

Pubblicato il 03/05/2017 da Prevenzione a tavola

Il consumo giornaliero di bibite zuccherate potrebbe ridurre i volumi cerebrali e aumentare il rischio di perdere la memoria. Lo evidenzia uno studio pubblicato sulla rivista Alzheimer's & Dementia dai ricercatori del Framingham Heart Study di Framingham (Usa), secondo cui l’assunzione quotidiana di queste bevande potrebbe anche accrescere le probabilità di essere colpiti da ictus e demenza.

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Gli autori hanno monitorato per dieci anni i comportamenti alimentari e lo stato di salute di 4.276 persone di età superiore ai 30 anni. I partecipanti sono anche stati invitati a svolgere alcuni test cognitivi e sono stati sottoposti a risonanza magnetica, per analizzarne l’attività e i volumi cerebrali. Al termine dell’indagine, è emerso che l’assunzione giornaliera di bibite zuccherate era in grado d’influenzare negativamente il cervello. Le persone che le consumavano ogni giorno avevano, infatti, maggiori probabilità di soffrire di perdita della memoria, presentavano volumi cerebrali inferiori e dimensioni dell’ippocampo più piccole, rispetto ai loro coetanei che non avevano quest’abitudine. Inoltre, correvano un rischio tre volte più elevato di soffrire di ictus e demenza rispetto alle persone che non consumavano queste bevande.

Gli esperti precisano che i risultati dello studio apparivano validi anche escludendo altri fattori di rischio, come il diabete. Osservano, infatti,  che le persone che consumano spesso le bevande zuccherate hanno maggiori probabilità di sviluppare il diabete, che a sua volta può aumentare il rischio di demenza. Tuttavia, anche dopo aver escluso i diabetici dalla ricerca, il consumo di queste bevande risultava ancora associato a un aumento del rischio di demenza.

“I nostri risultati indicano l’esistenza di un'associazione tra un’elevata assunzione di bevande zuccherate e l'atrofia cerebrale, che comprende anche una riduzione del volume del cervello e un impoverimento della memoria – afferma  Matthew P. Pase, che ha diretto la ricerca -. Abbiamo anche scoperto che le persone che bevevano quotidianamente queste bibite avevano  probabilità tre volte più alte d’incorrere in ictus e demenza, compreso un rischio maggiore di ictus ischemico, che comporta l’ostruzione dei vasi sanguigni del cervello, e della malattia di Alzheimer, la forma più comune di demenza”. (FONTE)



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