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Il fungo letale e resistente ai farmaci: a rischio soprattutto anziani e neonati

«Una minaccia globale per la salute»: così i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi definiscono il super-fungo

Pubblicato il 02/05/2017 da Prevenzione a tavola

«Una minaccia globale per la salute»: così i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi definiscono il super-fungo potenzialmente letale che sta seminando il panico negli ospedali, soprattutto di New York e del New Jersey (ma non solo).

LEGGI ANCHE: Allerta super-fungo letale negli ospedali di New York, 44 casi

Si tratta della Candida aurisresistente ai farmaci, micete lievitiforme isolato per la prima volta nel 2009 nel canale uditivo di un 70enne giapponese ricoverato all’Ospedale geriatrico di Tokyo, e poi “migrato” in diversi Paesi, tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna. Il primo caso in Europa è avvenuto a Londra, in un ospedale cardiologico: tra aprile 2015 e luglio 2016 ci sono stati 50 casi.

Bruciore e difficoltà a deglutire

Negli ultimi mesi a New York i casi di infezione resistente ai farmaci sono stati 44 (in 15 ospedali e uno studio medico), con 17 morti, ma per i decessi non è stato possibile stabilire in modo definitivo la relazione causa-effetto perché i pazienti avevano altre patologie preesistenti. Il primo caso negli Stati Uniti risale al 2013, ma la vera diffusione del super-fungo è iniziata l’anno scorso. Può infettare le ferite, le orecchie e il sangue. Nei casi peggiori (pazienti deceduti) provoca infezioni sistemiche entrando in circolo. I principali sintomi sono bruciore e difficoltà a deglutire.

Il super-fungo - spiegano gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta - agisce come un super-batterio, non risponde agli anti funghicidi ed è difficile da identificare nei test di laboratorio, perché può essere facilmente scambiato con la Candida comune, ben nota e diffusa negli ospedali di tutto il mondo. La Candida auris colpisce soprattutto i soggetti deboli, come neonati e anziani e si diffonde molto facilmente: è stato trovato sulle attrezzature degli ospedali e sulla pelle di alcuni pazienti, anche già trattati con i medicinali. Nella maggior parte dei casi, è stato identificato in persone che erano state ricoverate a lungo in ospedale. (FONTE)



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