I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

Svelata l’origine dell’Alzheimer

Apre una nuova via alla ricerca di una cura per l'Alzheimer

Pubblicato il 03/04/2017 da Prevenzione a tavola

Uno studio tutto italiano fa luce sui meccanismi all'origine della malattia che divora i ricordi. E apre una nuova via alla ricerca di una cura per l'Alzheimer. Non è nell'ippocampo, la struttura del sistema nervoso centrale primariamente coinvolta nelle funzioni della memoria, che va infatti cercato il responsabile del morbo di Alzheimer: all'origine della malattia c'è invece la morte dell'area del cervello che produce la dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto anche in motivazione e buonumore. E' la sorprendente scoperta dell'équipe di ricercatori coordinati da Marcello D'Amelio, 42 anni, associato di Fisiologia umana e Neurofisiologia presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma.

"Questo lavoro getta nuova luce sui meccanismi all'origine della malattia, spiega perché le sperimentazioni di terapie mirate alle placche beta-amiloidi hanno fallito e offre una nuova direzione alla ricerca per trattare l'Alzheimer", spiega D'Amelio all'AdnKronos Salute. Lo studio, appena pubblicato su 'Nature Communications' e al quale hanno collaborato altri scienziati dei laboratori dell'Università Campus Bio-Medico, della Fondazione Irccs Santa Lucia e del Cnr di Roma, è mirato a una patologia che solo in Italia colpisce circa mezzo milione di persone oltre i 60 anni. "Abbiamo effettuato un'accurata analisi morfologica del cervello - riferisce D'Amelio - e abbiamo scoperto che quando vengono a mancare i neuroni dell'area tegmentale ventrale, che producono la dopamina, il mancato apporto di questo neurotrasmettitore provoca il conseguente malfunzionamento dell'ippocampo, anche se tutte le cellule di quest'ultimo restano intatte". Insomma, niente dopamina è uguale a niente memoria.

Negli ultimi 20 anni i ricercatori si sono focalizzati sull'area da cui dipendono i meccanismi del ricordo, ritenendo che fosse la progressiva degenerazione delle cellule dell'ippocampo a causare l’Alzheimer. Le analisi sperimentali, tuttavia, non hanno mai fatto registrare al suo interno significativi processi di morte cellulare. Nessuno aveva finora pensato che potessero essere coinvolte altre aree del cervello nell'insorgenza della patologia. "L'area tegmentale ventrale - sottolinea l'esperto - non era mai stata approfondita nello studio della malattia di Alzheimer, perché si tratta una parte profonda del sistema nervoso centrale, particolarmente difficile da indagare a livello neuro-radiologico".

I ricercatori si sono resi conto che la morte delle cellule cerebrali deputate alla produzione di dopamina provoca il mancato arrivo di questa sostanza nell'ippocampo, causandone il 'tilt' che genera la perdita di memoria. Lo studio ha evidenziato, già nelle primissime fasi della malattia, la morte progressiva dei soli neuroni dell'area tegmentale ventrale e non di quelli dell'ippocampo. Questo meccanismo è risultato perfettamente coerente con le descrizioni cliniche della patologia di Alzheimer fatte dai neurologi.

Non solo: somministrando in laboratorio, su modelli animali, due diverse terapie (una con L-Dopa, un amminoacido precursore della dopamina; l'altra basata su un farmaco che ne inibisce la degradazione) si è registrato il recupero completo della memoria, in tempi relativamente rapidi. Nel corso dei test, gli scienziati hanno registrato anche il pieno ripristino della facoltà motivazionale e della vitalità. Si tratta di una seconda, importante, scoperta. "Abbiamo verificato - chiarisce DìAmelio - che l'area tegmentale ventrale rilascia la dopamina anche nel nucleo accumbens, l'area che controlla la gratificazione e i disturbi dell'umore, garantendone il buon funzionamento. Per cui, con la degenerazione dei neuroni che producono dopamina, aumenta anche il rischio di andare incontro a progressiva perdita di iniziativa, indice di un'alterazione patologica dell'umore".

Questi risultati "confermano le osservazioni cliniche secondo cui, fin dalle primissime fasi di sviluppo dell'Alzheimer, accanto agli episodi di perdita di memoria i pazienti riferiscono un calo nell'interesse per le attività della vita, mancanza di appetito e del desiderio di prendersi cura di sé, fino ad arrivare alla depressione", prosegue l'esperto.

Insomma, i cambiamenti nel tono dell'umore non sarebbero come si credeva fino ad oggi una conseguenza della comparsa dell'Alzheimer, ma potrebbero rappresentare piuttosto una sorta di 'campanello d'allarme' dietro il quale si nasconde l'inizio della patologia. "Perdita di memoria e depressione - dice D'Amelio - sono due facce della stessa medaglia. Il prossimo passo sarà la messa a punto di tecniche neuro-radiologiche più efficaci, in grado di farci accedere ai segreti custoditi nell'area tegmentale ventrale, per scoprirne i meccanismi di funzionamento e degenerazione. Infine, poiché anche il Parkinson è causato dalla morte dei neuroni che producono la dopamina, è possibile immaginare che le strategie terapeutiche future per entrambe le malattie potranno concentrarsi su un obiettivo comune: impedire in modo 'selettivo' la morte di questi neuroni".

I dati sperimentali hanno chiarito anche perché i farmaci cosiddetti inibitori della degradazione della dopamina si rivelino utili solo per alcuni pazienti: funzionano unicamente nelle fasi iniziali della malattia. Con la morte di tutte le cellule di quest'area, la dopamina smette del tutto di essere prodotta e il farmaco non è più efficace. "L'altra sostanza somministrata in laboratorio, la L-Dopa - specifica Annalisa Nobili, prima firma dello studio - non può essere data ai pazienti se non nelle ultime fasi della malattia perché, come emerso anche nei casi di Parkinson, provoca fenomeni di particolare tossicità che possono aggravare le loro condizioni".

"Pur essendo lontana una cura efficace per l'Alzheimer, i risultati della ricerca fanno luce sull'origine della malattia", conclude D'Amelio, "aprendo una nuova strada per arrivare ad un trattamento". (Fonte)



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





Leave a Reply

NOTIZIE + RECENTI

Ma è vero che gli spinaci contengono così tanto ferro?

E se Popeye, il nostro Braccio di Ferro, coi suoi spinaci ci avesse ingannati per tutto questo tempo? L'ISS fa chiarezza

Ecco come insaporire i cibi senza usare il sale

Dalle spezie alle ricette, come mangiare meno salato

Sorpresa: la pasta a cena non disturba il sonno e non fa ingrassare

Parola di uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Public Health

Ecco perché il cedro fa così bene

Il cedro, una sorpresa in cucina e per la salute, dall'agrume simbolo della prevenzione oncologica

Bentornati asparagi, alleati della nostra salute

Con il mese di marzo possiamo salutare calorosamente i nuovi arrivati di stagione: gli asparagi!

Corsi - Prevenzione a tavola

Un panconiglio con crema di nocciola

Unaricetta buona e sana, senza zuccheri aggiunti ovviamente e con farina semintegrale

Crostata testa di moro, ma non solo e sempre cioccolato

Un'alternativa alla solita crostata al cioccolato, ma più buona e sana

Pasta fresca, online il nostro nuovo corso di cucina

Imparare a preparare la pasta fatta in casa partendo da farine non raffinate e ingredienti genuini

Corsi - Prevenzione a tavola

Tutti i cibi che fanno bene alla pelle

La mantengono sana, idratata e la fanno invecchiare meno

Mangiare frutta e verdura rende felici

Uno studio dimostra che il benessere individuale cresce all'aumentare delle porzioni di frutta e verdura

Se mangi cavolo viola la tua salute ti ringrazierà

Ricco di vitamine, ottimo per la salute degli occhi e per abbassare il colesterolo

Zuppa di borlotti con maltagliati fatti in casa

Berrino: come invecchiare in salute con la corretta alimentazione

Il cibo è la nostra arma più forte contro le malattie croniche

Come usare gli agrumi per combattere tosse, mal di gola, raffreddore

I trucchi del contadino a base di agrumi contro i malanni di stagione

Muffin con olive e capperi agli aromi

Oggi prepariamo di gustosi muffin salati buonissimi ma ottimi per il nostro organismo