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“Liberalizzare farmaci fascia C”

Consegnate 170mila firme a istituzioni

Pubblicato il 23/03/2017 da Prevenzione a tavola

Sono arrivate in Senato e da lì raggiungeranno i presidenti di Camera e Senato, il premier Paolo Gentiloni, il ministro allo Sviluppo Carlo Calenda e il Commissario europeo alla Concorrenza Margrethe Vestager le 170.000 firme raccolte da 'Liberalizziamoci' per chiedere la liberalizzazione dei farmaci di fascia C con ricetta. L'iniziativa è guidata da Conad insieme alla Federazione nazionale parafarmacie italiane e Altroconsumo "nella convinzione che allargare la vendita dei medicinali a carico del cittadino alle parafarmacie, dove operano farmacisti abilitati alla professione, sia una conquista di civiltà e un passo avanti verso la tutela del potere di acquisto delle famiglie".

LEGGI ANCHE: I farmaci per abbassare il colesterolo aumentano rischio diabete

Per i farmaci di fascia C che prescrive il medico, si legge in una nota, "ma che gli italiani pagano interamente di tasca propria, spendendo circa 3 miliardi all’anno. Solo pochissime farmacie – circa una su cento, secondo una recente indagine di Altroconsumo – praticano sconti su questi prodotti, che hanno un prezzo medio di circa 12 euro per confezione. Nel corso degli ultimi 11 anni - sottolineano i promotori dell'iniziativa in una nota - tutti i tentativi di estenderne la vendita alle parafarmacie sono naufragati per via dell’ostruzionismo delle lobby interessate a mantenere il monopolio".

Ma la libera concorrenza, continua la nota, "è una delle prerogative di un mercato sano, che favorisce chi sa innovare e garantire servizi di qualità, contribuisce a calmierare i prezzi e, nel caso dei medicinali, a restituire pari dignità ai farmacisti che lavorano nelle parafarmacie. I 170.000 cittadini che hanno firmato la petizione chiedono questo: un mercato più dinamico, occupazione, costi delle cure più accessibili. Richieste che è auspicabile siano accolte dalle istituzioni centrali. Liberalizziamoci manterrà aperta la raccolta delle firme fino a quando queste istanze non diverranno oggetto di un serio dibattito politico". (Fonte)



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