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Trigliceridi alti: come ridurli con lo stile di vita

L'alimentazione, come sempre, gioca un ruolo fondamentale

Pubblicato il 27/01/2017 da Prevenzione a tavola

Eccessi alimentari e problemi metabolici possono mettere in pericolo la salute cardiovascolare in diversi modi. Fra i loro effetti è incluso l'aumento dei livelli ditrigliceridi, i grassi più comuni fra quelli presenti nell'organismo. Le loro concentrazioni ematiche non dovrebbero superare i 150 mg per decilitro di sangue; in caso contrario a rimetterci è proprio la salute di cuore e arterie. Come tenerle sotto controllo?

GUARDA IL VIDEO IN ALTO: Come ridurre naturalmente il colesterolo e i trigliceridi nel sangue

Proprio perché i livelli di trigliceridi nell'organismo dipendono da ciò che si mangia, un'alimentazione adeguata può aiutare a tenerli a bada. Il primo aspetto cui fare attenzione è l'apporto calorico quotidiano. Infatti assumere con cibi e bevande più energie rispetto a quelle che si consumano durante la giornata fa aumentare i trigliceridi, mentre ridurre le calorie di origine alimentare li fa diminuire. Chi è in sovrappeso farebbe anche bene a dimagrire: perdere il 5-10% del peso iniziale può farli scendere anche del 20%. Da questo punto di vista c'è un altro aspetto dello stile di vita che può aiutare a ridurli: l'attività fisica praticata. Infatti muovendosi di più si bruciano più energie, che possono essere attinte proprio dai trigliceridi presenti nell'organismo. I benefici dell'esercizio variano però a seconda dei loro livelli iniziali, di quanta attività fisica si pratica e dalla sua intensità. In generale, gli esperti di salute cardiovascolare raccomandano di praticare ogni giorno, per almeno 5 giorni alla settimana, almeno 30 minuti di attività di tipo aerobico (come camminare a passo svelto).

Per quanto riguarda l'alimentazione più nello specifico, i nutrienti cui fare attenzione sono sia i grassi che i carboidrati. Fra i primi sono da preferire quelli insaturi, meglio ancora se polinsaturi (come gli omega 3 di pesci quali il salmone e lo sgombro o i semi di lino). E' meglio, invece, evitare un eccesso di grassi saturi, abbondanti in alcuni oli tropicali (come quello di cocco e quello di palma) e in alcuni prodotti di origine animale, fra cui dovrebbero essere preferiti il pollame senza pelle, i latticini a basso contenuto o privi di grassi e i tagli di carne più magri. Anche i frutti di mare possono essere una buona scelta, mentre è bene evitare il più possibile i grassi trans che possono formarsi durante la frittura e che possono essere presenti in alcuni prodotti da forno.

Fra i carboidrati è invece importante fare attenzione agli zuccheri semplici. Fra i più pericolosi è incluso il fruttosio, noto proprio per la sua capacità di far aumentare i trigliceridi; non bisogna però nemmeno esagerare con lo zucchero da tavola (sia bianco che scuro, entrambi corrispondenti a saccarosio), con il glucosio, il maltosio e il lattosio. Inoltre è bene limitare più in generale l'assunzione di carboidrati a non più del 60% delle calorie quotidiane, quota oltre la quale è stata osservata un'associazione con l'aumento dei livelli di trigliceridi.

Infine, è bene astenersi dal consumo di alcolici. Infatti in alcune persone l'alcol esercita un effetto diretto sui livelli di trigliceridi.

Con questi semplici accorgimenti è possibile ridurre il rischio che il cuore venga messo in pericolo dai trigliceridi. Non bisogna però dimenticare che le cause di ipertrigliceridemia possono essere anche altre; alla sua base potrebbe ad esempio esserci l'assunzione di alcuni farmaci, oppure il diabete di tipo 2. Per questo per sapere come affrontare la propria situazione nel modo più adatto è bene consultarsi con il proprio medico. (Fonte)



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