Ecco come sostituire il sale in cucina

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di non consumare più di 5 gr di sale al giorno. Sostanzialmente una quantità pari ad un cucchiaio da cucina. Purtroppo, però, studi evidenziano, invece, un uso e abuso di questa sostanza. Il Sale ha un grande ruolo nella storia perchè grazie a lui si sono create alleanze o innescato scontri fra popoli, e ha segnato la via del commercio.

Tutto dipende dal così detto “appetito per il sale“. Ovvero il comportamento innato di andare alla ricerca di alimenti o bevande contenenti sale. Con l’evoluzione sociale, il risultato, è che si arrivati all’abuso di questa sostanza! Diciamo che gli effetti negativi del sale sono legati alla componente sodio, infatti 1 gr di sale = 400 mg sodio.

Il Sodio è contenuto nel comune sale da cucina, e tecnicamente viene indicata con la sigla Na

Il Sale o Cloruro di Sodio è il classico sale da cucina che tecnicamente viene indicato con la sigla NaCl. Ovvero l’unione di 1 molecola di sodio + 1 di cloro ripetute infinitamente danno origine ai granelli di sale. Un’eccesso di sodio associato ad un basso introito di potassio predispone all’ipertensione. L’ipertensione è l’aumento della pressione che nel tempo può essere causa di malattie che andranno a compromettere il sistema cardiocircolatorio. Ovvero se superiamo i parametri standard di 130/85 mmHg bisogna consultare il proprio medico ed intraprendere un percorso adeguato di educazione alimentare.

Altre conseguenze potrebbero essere il rischio di ictus e malattie renali.

Si è quindi evidenziato che se attraverso un’educazione alimentare adeguata, ridurre la pressione di 5 mmHg comporta la riduzione di mallatie cardiovacolari.

Pochi conoscono un prodotto totalmente vegetale di origine giapponese chiamato

Agro Acidulato di Umeboschi 
Questo agro o acidulato si ottiene delle Prugne Umeboshi.

Le Prugne Umeboschi (che in giapponese significa letteralmente “prugne secche“). Sono un frutto simile, per somiglianza, alle albicocche e hanno un caratterisico sapore salato.

I frutti, si raccolgono all’inizio della stagione estiva, ancora acerbi, poi vengono lasciati essiccare al sole,poi lasciate macerare per 6 – 12 mesi all’interno di foglie di shiso, pianta da cui riprendono il caratteristico colore rosso scuro.

Esiste una differenza fra le umeboshi coltivate in Giappone e quelle che arrivano dalla Cina o da Taiwan: le prime sono tonde e di gusto acidulo, le seconde sono ovoidali con la pelle più spessa e un sapore più tendente all’amaro.

Per l’antica medicina tradizionale cinese questi frutti hanno portentose proprietà medicinali.

Si dice infatti che in Giappone, all’epoca dei samurai,  queste prugne fossero consumate dai soldati, insieme a riso e bevande, per contrastare la sensazione di fatica ed affrontare al meglio le battaglie.

Mentre ai giorni nostri Yuto Nagatomo, calciatore giapponese, ha dichiarato che il merito della sua resistenza fisica è dovuto a queste prugne perchè lo aiutano a smaltire la fatica.

Nell’alimentazione macrobiotica le umeboshi sono la perfetta sintesi dello yin e dello yang.

  • Pare che un nocciolo di umeboshi succhiato per 3-4 ore aiuti a curare il mal di gola
  • ricche di antociani (antiossidanti) dal sapore accentuato – acido salato che ha il pregio di salare i nostri cibi con un basso apporto di sale.
  • Puliscono l’organismo attraverso l’eliminazione delle tossine
  • Favoriscono la digestione
  • sono un’ottimo rimedio naturale per contrastare i postumi di una sbornia
  • hanno un effetto alcalinizzante, che permette di garantire un equilibrio tra ambiente acido e alcalino anche in presenza di sensazione di affaticamento, nausee dovute alla gravidanza, acidità di stomaco, problemi intestinali.

Le umeboshi sono state soprannominate anche “le prugne dei miracoli“, grazie alle loro straordinarie proprietà benefiche.

In commercio ne esistono di varie marche!
Ricordate che basta un cucchiaio di questo prodotto per insaporire tutti i nostri piatti (insalate, verdure cotte, pesce, carne…).

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