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“Con troppi insaccati l’asma può peggiorare”. Studio lancia Sos

Con più di 4 porzioni a settimana sintomi più cattivi, ma per i ricercatori il legame è da verificare

Pubblicato il 22/12/2016 da Prevenzione a tavola

Esagerare con gli insaccati potrebbe peggiorare i sintomi dell'asma. Lo suggerisce uno studio francese pubblicato su 'Thorax', che ha osservato una sofferenza superiore nei pazienti con la malattia respiratoria che consumavano più di 4 porzioni a settimana di carne processata.

Gli autori ipotizzano un ruolo dei nitriti di cui i salumi sono ricchi, che potrebbero pesare sull'infiammazione delle vie aeree tipica della patologia. Ma tengono a sottolineare che il condizionale è d'obbligo: il legame è ancora da verificare, spiegano, precisando che sono molti e diversi i fattori implicati in una complicazione del quadro asmatico e che servono ulteriori ricerche.

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In generale, il consiglio è quello di seguire un'alimentazione varia e bilanciata. Per rimanere in salute, consigliano gli esperti, meglio non superare i 70 grammi al giorno di carne rossa o processata.

Il lavoro è stato condotto sui partecipanti a uno studio epidemiologico nazionale che indaga gli effetti di fattori genetici e ambientali sull'asma. 'Egea', questo il nome della survey, ha coinvolto per oltre 20 anni più di 2.000 pazienti asmatici, loro parenti e un gruppo di controllo. Lo studio pubblicato ora riguarda in particolare 971 adulti(49% maschi, 51% femmine), per i quali dal 2003 al 2013 sono state raccolte informazioni su dieta, indice di massa corporea Bmi e andamento dei sintomi dell'asma (difficoltà respiratorie, fiato corto, senso di oppressione al petto) nell'anno precedente.

I dati sono stati corretti per 'depurarli' da possibili elementi confondenti legati a fumo, attività fisica, età, sesso e livello di istruzione, ed è così emerso che gli asmatici più golosi di insaccati (consumo superiore a 4 porzioni a settimana) avevano una probabilità del 76% maggiore di sperimentare un peggioramento dei sintomi rispetto a chi dichiarava il consumo più basso di carni processate (una porzione a settimana o meno). I ricercatori hanno calcolato che obesità e sovrappeso, condizioni precedentemente correlate a un peggior andamento sintomatologico dell'asma, erano implicati in questa possibile associazione dieta-asma solo per il 14%.

"Si tratta di uno studio osservazionale - puntualizzano gli autori - che quindi non porta a una conclusione sicura sul rapporto causa-effetto" della correlazione riscontrata. Tuttavia, concludono, "questa ricerca aggiunge un altro possibile effetto dell'elevato consumo di carne processata sulla salute, indicando un nuovo approccio nel considerare il ruolo del Bmi nell'associazione dieta-asma". (Fonte)



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