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Latte contaminato,scattano controlli Asl

Allarme lanciato da Cooperativa Arborea su presenza aflatossina

Pubblicato il 06/09/2016 da Prevenzione a tavola

Si sta progressivamente ridimensionando l'allarme aflatossina M1 scattato venerdì scorso alla 3A di Arborea con il blocco del conferimento di 30 mila litri di latte contaminati. I controlli eseguiti tra ieri e oggi dai laboratori della cooperativa lattiero-casearia hanno infatti ridotto da 49 a sette il numero degli allevamenti dove è stata ancora riscontrata la presenza della tossina.

Lo ha reso noto il direttore della 3A, Francesco Casula, ribadendo che neanche un litro del latte contaminato è stato lavorato e che allo smaltimento hanno provveduto le stesse aziende. Casula ha anche ricordato che i parametri della 3A sono molto più rigidi di quelli previsti dalla normativa e che la scoperta di partite di latte contaminato in Sardegna è un caso eccezionale, mentre lo sarebbe molto di meno nella filiera zootecnica della Penisola, in particolare della Lombardia e del Piemonte.

Nel frattempo, proseguono anche gli accertamenti del Servizio di Igiene degli alimenti della Asl 5 di Oristano per individuare la provenienza dell'aflatossina M1.

BLOCCATO USO MANIGIMI - La Asl di Oristano ha sospeso l'utilizzo del mangime negli allevamenti bovini sottoposti a controllo dopo il ritrovamento di aflatossina M1 nel latte della 3A di Arborea, scoperto e già distrutto dall'azienda prima che fosse messo in commercio.

E' quanto emerge dalla riunione svoltasi oggi negli uffici dell'assessorato regionale alla Sanità per fare il punto della situazione. La responsabile del servizio di prevenzione dell'assessorato, Daniela Mulas, ha fatto sapere che proseguono "approfondite analisi da parte dei servizi veterinari della Asl".

E ha annunciato che la sospensione dell'utilizzo del mangime ha riportato a valori normali il latte di gran parte degli allevamenti dell'oristanese sottoposti a controllo e blocco. Questa evoluzione è stata valutata "in maniera positiva" dai servizi veterinari.

CONTROLLI A TAPPETO - Proseguono i controlli del Servizio di Igiene degli Alimenti della Asl 5 di Oristano avviati venerdì sera dopo il blocco, alle porte dello stabilimento della 3A di Arborea, di 30 mila litri di latte bovino contaminati dalla pericola aflatossina M1.

Il rigidissimo sistema di controlli della Cooperativa di Arborea ha, infatti, accertato la tossicità del latte prima ancora che fosse scaricato dalle autocisterne e neanche una goccia di quei 30 mila litri di latte è entrata in produzione. Nessun allarme, quindi, per i consumatori, ma sono subito scattate le procedure per scoprire come e perché sia potuto accadere che il latte prodotto da una cinquantina di allevamenti, distribuiti tra Arborea e il resto dell'Isola, sia stato contaminato da queste aflatossine.

Sotto accusa sono le farine di mais, provenienti in gran parte dall'estero, utilizzate per l'alimentazione del bestiame, ma solo gli esami che saranno svolti dagli Istituti Zooprofilattici potranno confermare il sospetto. Si tratta, in particolare, di capire se le partite di farina di mais erano contaminate all'origine o se lo sviluppo delle tossine sia avvenuto in un momento successivo, per esempio a causa di una cattiva conservazione nei silos.

I primi controlli, comunque, hanno già permesso di ridurre a una quindicina gli allevamenti ancora sotto osservazione per i quali è scattato il blocco del conferimento. La 3A di Arborea lavora circa l'80% del latte bovino prodotto in Sardegna e raccoglie la produzione di 240 allevamenti che ogni giorno conferiscono oltre 500 mila litri di latte per un totale annuo di 190 milioni di litri. (Ansa)



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