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Trapianto di flora batterica, aiuta a curare la colite ulcerosa

La tecnica è in grado di ridurre o persino eliminare i sintomi dell'infiammazione intestinale

Pubblicato il 05/09/2016 da Prevenzione a tavola

Il trapianto della flora batterica potrebbe curare la colite ulcerosa, un'infiammazione intestinale responsabile di dolori addominali e diarrea ricorrente. Ė quanto emerge da uno studio condotto dagli scienziati della University of New South Wales di Sydney (Australia), diretti da Sudarshan Paramsothy, che afferma: “Negli ultimi anni, i ricercatori hanno acquisito una migliore comprensione della flora intestinale e del ruolo fondamentale che essa svolge nel mantenere l'organismo sano, ma anche nello sviluppo delle malattie, compresi i disturbi come la colite ulcerosa. Attraverso il ricorso altrapianto di microbiota fecale, ci proponiamo di curare la colite ulcerosa alla radice, invece che di curarne soltanto i sintomi, come fa la maggior parte delle terapie attualmente disponibili”.

GUARDA IN ALTO IL VIDEO: Berrino e la dieta per la colite ulcerosa

Gli studiosi hanno testato l'efficacia del trapianto di flora batterica, una tecnica impiegata per curare le infezioni intestinali provocate dal batterioClostridium dificile, nel trattamento della colite ulcerosa. La terapia consiste nella somministrazione di un nuovo microbiota – l'insieme dei batteri presenti nell'apparato digerente umano - estratto da campioni di feci di donatori sani. Durante la sperimentazione, gli autori hanno sottoposto alla procedura 41 persone affette da colite ulcerosa. Ad altre 40, invece, è stata fornito un placebo o un trattamento inefficace.

Leggi anche: Gastrite: come alleviarla con 3 rimedi naturali

Dopo un periodo di otto settimane, i ricercatori hanno scoperto che i pazienti sottoposti a trapianto di microbiota mostravano una riduzione significativa o addirittura la completa scomparsa dei sintomi infiammatori. Inoltre, la parete del loro intestino presentava meno lesioni. In particolare, il 27% non presentava più sintomi, mentre il 44% mostrava un sensibile miglioramento. Nel gruppo di controllo, invece, le percentuali si fermavano rispettivamente all'8 e al 20%. Continua a leggere...



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