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Dieta vegana: cosa rischiano i nostri bambini

In questi anni l’approccio, anche culturale, ai temi dell’alimentazione è cambiato molto

Pubblicato il 12/07/2016 da Prevenzione a tavola

DUE CASI di cui si è avuta notizia nell’arco di pochissimi giorni hanno fatto riesplodere la questione delle diete vegane per i bambini. A Monza una mamma ha ottenuto dal Tribunale che la dieta vegana fosse garantita al figlio anche a scuola; a Milano un bimbo di un anno è finito gravissimo in ospedale proprio perché i genitori lo nutrivano in quel modo e non secondo metodi tradizionali. A me sembra un gran pasticcio. Eleonora V. - Monza

IN QUESTI ANNI l’approccio, anche culturale, ai temi dell’alimentazione è cambiato molto. E sono emerse anche nuove sensibilità circa questa materia. Senza contare che l’integrazione, nella nostra società, di persone provenienti da Paesi lontani, con abitudini e tradizioni diverse dalle nostre, ha inevitabilmente portato a un dibattito sulla dieta vegana. Il caso di Monza, piuttosto complesso e delicato, è stato risolto dai giudici e non è certo questa la sede per esaminare o discutere una sentenza. L’episodio del bimbo di Milano, portato al Fatebenefratelli in condizioni critiche, riporta d’attualità un problema noto ma forse non adeguatamente affrontato. Quello, cioè, dei cosiddetti «bambini invisibili». Chiamati così perché sconosciuti ai pediatri, nonostante regolarmente iscritti all’anagrafe. Bimbi nati all’interno di famiglie disagiate, con problematiche complesse e che per questo andrebbero rintracciati dalla macchina sanitaria e seguiti, come i figli delle coppie più normali e attente. Della loro dieta si occuperebbe il medico e non i genitori. (Fonte)



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