5 stili di vita per gestire il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo colpisce quasi il 20% della popolazione dei Paesi occidentali, mentre in Asia solo il 3%. I dati, raccolti dall’American Gastroenterological Association sottolineano quanto questo disturbo dell’apparato digerente sia strettamente legato a stili di vita e abitudini alimentari tipici della realtà occidentale.

Il malfunzionamento del cardias (la valvola che separa esofago e stomaco) è una delle cause del reflusso gastroesofageo, ma non è l’unica. Molto più spesso, infatti, l’acidità e il bruciore di stomaco che caratterizzano la malattia, sono riconducibili a stress, insonnia, aumento di peso.

Una volta appurata la causa sarà più semplice capire la natura del disturbo, se si tratta quindi di una malattia allo stato avanzato e cronico, oppure di casi sporadici e recuperabili. Nel primo caso bisognerà pertanto rivolgersi ad un medico specialista e adottare una terapia farmacologica.

Nel secondo caso invece, e in generale se si vuole prevenire il problema, basterà adottare alcuni semplici accorgimenti per il miglioramento del proprio stile di vita.

Come, ad esempio, i cinque proposti dal Dottor David Katzka, del dipartimento di Gastroenterologia ed Epatologia della Mayo Clinic, nel Minnesota.

MANGIARE SANO

Come testimoniato dagli esperti del settore, una delle cause del reflusso gastroesofageo è la cattiva alimentazione. Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, infatti, mangiare può smettere di essere un piacere. La malattia consiste in una cattiva digestione e nella risalita dei succhi gastrici dallo stomaco all’esofago.

Ecco perché un primo passo verso la cura della patologia e la sua prevenzione consiste nell’adozione di un regime dietico sano, povero di grassi e cibi pesanti. E per quanto riguarda le bevande meglio stare alla larga da caffè, alcolici e bibite gassate.

SCRIVERE UN DIARIO ALIMENTARE

Mangiare sano, però, non basta. È importante prima di tutto la costanza. Come sottolinea il dottor Katzka, l’alimentazione sana deve diventare un’abitudine prima, la quotidianità poi. Ecco perché l’esperto consiglia di tenere un vero e proprio diario alimentare.

Un promemoria in cui annotare non solo i cibi mangiati a pranzo e cena, ma anche la descrizione di come ci sentiamo dopo questi pasti. Lo scopo è capire quali alimenti ci fanno stare bene e quali no e quindi, quali, eliminare per evitare che il reflusso gastroesofageo si ripresenti.

ATTENZIONE ALLE PORZIONI

Sempre in fatto di alimentazione, un altro elemento da tenere sotto controllo è la quantità di cibo. Le porzioni dei pasti devono essere contenute. È vero che gli esperti, consigliano di fare almenocinque break nell’arco di un’intera giornata. L’importante, però, è che siano sani, semplici e ridotti.

Mangiare tanto, appesantirsi durante i pasti è sconsigliato perché non fa altro che costringere ad uno sforzo innaturale l’intero apparato digerente. Quantità elevate di cibo, infatti, provocano ladistensione delle pareti dello stomaco, contribuendo, in questo modo ad aumentare la pressione contro lo sfintere esofageo e il conseguente reflusso.

ASPETTARE PRIMA DI ANDARE A DORMIRE

Il dottor Katzka consiglia, sia nel caso del pranzo che della cena, di mangiare almeno tre ore prima di stendersi a letto per riposare. Questo perché la posizione supina che adottiamo quando dormiamo rallenta il percorso digestivo. I cibi ingeriti in questo caso, non ricevono la giusta spinta per passare dall’esofago allo stomaco e, quindi, per essere smaltiti. Sostando nell’esofago ne irritano le pareti e producono in eccesso quei succhi gastrici che avvertiamo sotto forma di senso di acidità e bruciore. Aspettando almeno tre ore, invece, siamo sicuri di aver digerito completamente il pasto e non corriamo alcun rischio.

USARE VESTITI COMODI

Infine, l’ultimo consiglio che il dottor Katzka dà per prevenire e gestire il reflusso gastroesofageo è quello di non indossare vestiti troppo stretti. In particolare, il riferimento è a pantaloni e cinture che tendono a comprimere la vita. Questi favoriscono il reflusso gastroesofageo perché esercitano una forte pressione sullo stomaco e aumentano il volume del cardias. La conseguenza diretta è quindi una cattiva digestione che quindi a sua volta potrà causare episodi di reflusso gastroesofageo. (Fonte)

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