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Allergia al melone, mix con reattività ai pollini

Esistono casi di reazioni allergiche, con edema delle labbra e della bocca

Pubblicato il 05/07/2016 da
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Nella stagione estiva si torna a mangiare il melone (Cucumis melo), ma questo dolce frutto nasconde qualche insidia. Esistono casi di reazioni allergiche, con edema delle labbra e della bocca che si manifestano immediatamente o al massimo entro una mezz’ora o un’ora dal contatto con l’alimento. Lo spiega l’allergologo Renato Ariano della rete di monitoraggio Aaito (Associazione allergologi e immunologi territoriali e ospedalieri), associazione che dedica a questo problema un approfondimento sul sito pollinieallergia.net.

“Possono comparire anche altri sintomi, come orticaria diffusa o diarrea, ma di solito non si osservano sintomi più gravi. Molto spesso queste reazioni sono dovute a una cross-reattività con allergeni pollinici ai quali il soggetto era già sensibilizzato. Secondo alcuni autori, in questi soggetti si riscontra una maggiore percentuale di asmatici e vi è recentemente un incremento nella frequenza di sensibilizzazioni a pollini arborei (come l’olmo) e la composite (ambrosia)”, spiegano gli allergologi.

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Possono anche entrare in gioco allergie nei confronti di altri tipi di frutta, come la pesca. Un’altra delle cause che possono essere responsabili di queste reazioni sono le profiline, dei panallergeni presenti nel regno vegetale. Molte reazioni allergiche alla frutta sono dovute alle profiline che sono condivise dai pollini degli alberi e delle piante infestanti, oltre che nella frutta.

“Circa un terzo delle allergie da polline sono dovute alle profiline – proseguono gli specialisti dell’Aaito – e questi stessi soggetti possono manifestare sintomi dopo aver mangiato non solo il melone, ma anche l’anguria, gli agrumi, pomodori e banana. Il soggetto allergico alle profiline spesso presenta skin prick test positivi nei confronti degli estratti di graminacee o betulla, ma anche della parietaria, dell’olivo e delle composite”.

Di solito le profiline rappresentano gli allergeni minori dei pollini, in quanto sensibilizzano meno del 50% degli allergici a una determinata specie. Possono invece rappresentare degli allergeni maggiori (ovvero sensibilizzano oltre il 50% dei pazienti) in alcuni alimenti allergenici di origine vegetale. La prevalenza di sensibilizzazione oscilla tra il 20 e il 30% nei soggetti allergici alla betulla, alle graminacee e all’ambrosia.

“Siccome le profiline sono presenti nei pollini di numerose piante, ma anche in numerosi alimenti di origine vegetale, una sensibilizzazione allergica verso una profilina, a causa della elevata similitudine tra le diverse profiline, può portare cross-reattività tra parecchi pollini alimenti”. Questo fenomeno è molto frequente, avvertono gli allergologi. (Fonte)



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