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Smog, ogni anno 6,5 milioni di morti: è una strage

In Italia 84.400 decessi prematuri, su un totale di 491mila a livello Ue

Pubblicato il 29/06/2016 da Prevenzione a tavola
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Circa 6,5 milioni di decessi ogni anno legati all'inquinamento dell'aria, un numero destinato a salire significativamente nelle prossime decadi a meno che il settore energetico non intervenga con forza per ridurre le emissioni. La stima è contenuta nella prima approfondita analisi della qualità dell'aria, il World Energy Outlook, in cui l'Agenzia Internazionale per l’Energia evidenzia i legami tra energia, inquinamento atmosferico e salute. L'Aie individua il contributo che può arrivare dal settore per frenare la cattiva qualità dell'aria, "la quarta più grande minaccia per la salute umana, dopo ipertensione, cattive abitudini alimentari e fumo".

In Italia si muore di più e prima del tempo, rispetto agli altri Paesi dell’Unione europea, a causa dell’inquinamento dell’aria in città. La stima arriva dall’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (Aea), secondo cui il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi prematuri, su un totale di 491mila a livello Ue.

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Il problema dell'inquinamento dell'aria è sentito in tutto il mondo - sottolinea in una nota l'Aie - in particolare nelle regioni povere. Nessun Paese ne é immune con un impressionante 80% della popolazione che vive in città (dove si monitora la qualità dell'aria) in cui non si raggiungono gli standard definiti dall'Oms. Secondo il rapporto, le morti premature per l'inquinamento outdoor potrebbero crescere da 3 milioni a 4,5 milioni entro il 2040, in particolare nelle regioni in via di sviluppo dell'Asia. Allo stesso tempo le morti premature per l'inquinamento domestico caleranno da 3,5 milioni a 3 milioni nello stesso periodo, sebbene continueranno ad essere collegate a povertà e all'impossibilità di avere accesso a fonti moderne di energia.

La produzione e l'uso di energia, principalmente dalla combustione non regolamentata, scarsamente regolamentata o inefficiente di carburante, sono le più importanti fonti artificiali di emissioni inquinanti - rimarca l'Aie - ovvero: l'85% di particolato e quasi tutti gli ossidi di zolfo e gli ossidi di azoto.

Milioni di tonnellate di questi inquinanti vengono rilasciati nell'atmosfera ogni anno da fabbriche, centrali elettriche, automobili, camion e dai quei 2,7 miliardi di persone che ancora usano stufe inquinamenti e combustibili per cucinare (principalmente legno, carbone e altre biomasse). Inoltre, nel documento si sottolinea come nei Paesi occidentali e in Cina si registri una riduzione di queste emissioni mentre le stesse continuino a salire in India, Sudest asiatico e Africa.

Il report presenta anche delle strategie definite su misura per le diverse circostanze regionali, al fine di offrire un'aria più pulita per tutti. Uno 'scenario' dimostra come scelte di politica energetica sostenute da un aumento di solo il 7% degli investimenti al 2040 produca un netto miglioramento nella salute. In tale scenario, le morti premature annuali da inquinamento dell'aria esterna si ridurrebbero fino 1,7 milioni nel 2040 rispetto allo scenario principale e quelli da inquinamento domestico arriverebbero a 1,6 milioni.

La strategia Aie per un'aria più pulita richiede l'attuazione di una serie di politiche: azioni per assicurare l'accesso ad attrezzature da cucina 'pulite' per ulteriori 1,8 miliardi di persone entro il 2040 al fine di ridurre le emissioni delle famiglie nei Paesi in via di sviluppo, mentre il controllo delle emissioni e il passaggio a carburanti alternativi sono cruciali nel settore dell'energia, come una crescente efficienza energetica nell'industria ed emissioni standard rigorosamente applicate al trasporto stradale.

"Dobbiamo rivedere il nostro approccio allo sviluppo di energia, in modo che le comunità non siano costrette a sacrificare aria pulita in cambio di crescita economica", sottolinea il direttore esecutivo Aie Fatih Birol.(Fonte)



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