I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

Antitrust: “Vaccini mercato da 300 milioni, intervenire sui monopoli”

Una spesa annua di 300 milioni di euro a carico del Sistema sanitario nazionale

Pubblicato il 25/05/2016 da Prevenzione a tavola
Copia ed incolla il codice nel tuo sito

Una spesa annua di 300 milioni di euro a carico del Sistema sanitario nazionale, destinato a raddoppiare con l'approvazione del nuovo Piano di prevenzione vaccinale. Ma in Italia alcune situazioni di monopolio od oligopolio fanno sì che i prezzi dei vaccini aumentino negli anni, mentre nei casi in cui c'è concorrenza fra prodotti i prezzi calano efficacemente. Lo evidenzia l'indagine conoscitiva ‎'Vaccini per uso umano' dell'Antitrust, presentata oggi a Roma.

Più in dettaglio, l'indagine conoscitiva documenta gli effetti positivi della concorrenza sull'andamento dei prezzi nell'interesse dei consumatori: quando si verifica un confronto commerciale tra prodotti diversi, infatti, i prezzi tendono a scendere in misura sensibile, anche in assenza di versioni cosiddette generiche. Emblematici i casi dei vaccini anti-papillomavirus e di quelli esavalenti, rispettivamente la terza e seconda voce di spesa vaccinale a carico del Ssn (23 e 75 milioni di euro). Nel primo caso si è assistito a competizione diretta tra prodotti di GlaxoSmithKline e Sanofi-Merck: i prezzi sono diminuiti del 30% tra il 2010 e il 2015 fino agli attuali 37 euro per dose, fra i più bassi a livello internazionale. Per gli esavalenti, dopo un lungo monopolio, in pochi mesi a partire dal 2015 i prezzi sono calati di quasi mezzo euro a dose con l'ingresso sul mercato di un altro prodotto.

Nel caso dei vaccini anti-pneumococcici, prima voce di spesa vaccinale pubblica (84 mln) si è registrata invece una situazione di assoluta prevalenza di un prodotto, Prevenar 13 di Pfizer, preferito dalle stazioni appaltanti in quanto offre una copertura vaccinale per più ceppi sierotipici rispetto al prodotto concorrente, il Synflorix di GlaxoSmithKline. Il prezzo del Prevenar è aumentato così del 6% tra il 2010 e il 2015 fino a 45 euro per dose. In assenza di decisioni ufficiali sull'eventuale equivalenza medica (da cui dipende la sostituibilità commerciale) di vaccini con coperture sierotipiche diverse, si è così assistito al perdurante monopolio di un prodotto che, pur a fronte di volumi di vendita crescenti e garantiti nei confronti del Ssn, ha aumentato negli anni i propri prezzi, sottolinea l'Autorita garante della concorrenza e del mercato.

L'Antitrust segnala pertanto la necessità che le autorità mediche competenti adottino posizioni chiare, trasparenti e indipendenti: sia in ordine all'inclusione di una determinata vaccinazione nei piani nazionali di prevenzione, che comporta un notevole vantaggio competitivo corrispondente di fatto a una garanzia di acquisto per volumi facilmente predefinibili; sia in merito ai profili di equivalenza medica tra prodotti vaccinali.

Per consentire un riequilibrio dei rapporti commerciali tra offerta e domanda, l'Autorita propone inoltre di includere i vaccini in classi di rimborso che assoggettino i prezzi a una contrattazione preventiva con Aifa per quei prodotti che, dopo essere stati registrati in classe C a prezzo libero, vengano compresi nei piano nazionali di vaccinazione, tenuto conto che ciò garantisce acquisti continuati di grandi volumi.

Oligopolio fortemente concentrato su base mondiale per il mercato dei vaccini, con quattro imprese multinazionali, GlaxoSmithKline, Sanofi Pasteur, Merck Sharp & Dohme e Pfizer, che detengono oltre l'80% in valore delle vendite complessive, in un settore con un fatturato complessivo che supera attualmente i 20 miliardi di euro ed è da anni in forte crescita.

Questo trend - rileva l'Autorita presieduta da Giovanni Pitruzzella - dipende in gran parte dallo sviluppo di prodotti innovativi che hanno prezzi ben più elevati di quelli tradizionali e sono coperti da esclusive di brevetto particolarmente complesse. Questo ostacola lo sviluppo di versioni generiche dei vaccini, in misura anche superiore agli altri mercati farmaceutici, con fenomeni di 'product differentiation' che rendono più difficile la sostituibilità tra prodotti destinati a prevenire la stessa malattia. "‎Per i vaccini, al contrario di quanto accade per i farmaci biologici - ha evidenziato Luca Arnaudo, che ha curato l'indagine - non è stato previsto alcun meccanismo di promozione della genericazione: c'è un'inesistenza di percorsi agevolati per la produzione di vaccini generici e questo crea un'opacità di fondo delle politiche di prezz‎o".

Quanto all'indagine, che analizza anche aspetti del panorama del mercato italiano, ha rilevato il direttore generale dell'Agcm, essa "guarda alla situazione attraverso 'lenti concorrenziali' e non di tutela della salute, funzione che non ci spetta. Altre istituzioni hanno questa competenza. Consapevoli, dunque, che non sta a noi ragionare sull'equivalenza in sé fra medicinali, dal lavoro è emerso che quando c'è una situazione di monopolio i prezzi sono particolarmente elevati. Laddove invece c'è spazio per mettere a confronto concorrenziale prodotti diversi, i risultati si vedono, anche in termini di risparmi per le casse pubbliche".

"Due - ribadisce - le principali raccomandazioni dell'autorità alla luce dei risultati emersi dall'indagine: la necessità che le autorità competenti adottino posizioni chiare e trasparenti sia sull'inclusione dei vaccini nei Piani nazionali, sia in tema di equivalenza medica, e un invito alle stesse, quando ragionano di equivalenza terapeutica, a sfruttare tutti gli spazi per favorire un confronto concorrenziale. Questa - ha concluso - è stata un'indagine conoscitiva e se ci fossero state evidenze di cartelli ci sarebbe stata, piuttosto, un'istruttoria, che non c'è stata. Non è detto che la corsa alla differenziazione dei prodotti sia volta a evitare il confronto concorrenziale, ma sta alle autorità sanitarie dire che tale differenziazione è giustificata da motivi medici". (Fonte)



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





Leave a Reply

NOTIZIE + RECENTI

Frutta e verdura migliorano la fertilità maschile

Due mesi di frutta e verdura migliorano la salute degli spermatozoi

Riso integrale al pesto di fave con profumo di menta

Oggi voglio condividere con voi questa ricetta semplice, veloce, sfiziosa

Miele di corbezzolo, nuova arma contro il tumore

Bloccherebbe la crescita delle cellule del tumore al colon

La proteina dei broccoli che spegne i tumori

Nuovo studio scopre virtù di una proteina contenuta in tutte le 'crucifere', broccoli, cavolfiore, cime di rapa

Le straordinarie virtù dell’avocado

Riduce la fame e il peso, protegge il cuore e contrasta il diabete perché riduce i picchi glicemici

Corsi - Prevenzione a tavola

Nespole, il toccasana della primavera

Consigliate per chi soffre di problemi renali e al fegato, oltre che per altri disturbi

I cibi che sembrano genuini ma provocano il diabete

Influenzano il metabolismo, provocando aumento di peso e resistenza all'insulina. Nuova ricerca ha scoperto i cibi responsabili

Se mangi i fagiolini la tua salute ti ringrazierà

Ecco perché fanno bene. E poi: trucchi per scegliere i fagiolini migliori e cuocerli senza perdere le proprietà nutritive

Corsi - Prevenzione a tavola

Dieta sana: quali sono i nutrienti essenziali per un’alimentazione corretta?

Scoperti i cibi che contrastano il tumore alla vescica

La ricerca è stata condotta dall’Istituto nazionale tumori di Milano

Le uova proteggerebbero la vista degli anziani da una malattia della retina

Ecco quante uova bisognerebbe mangiare a settimana, secondo la rivista Clinical Nutrition

Fave, il regalo primaverile che fa bene alla salute (e due ricette)

Regolano l'intestino, controllano glucosio e colesterolo nel sangue. Ma sono tossiche per alcuni.

Le mele ci stanno avvelenando?

Il Codacons denuncia la presenza di troppi pesticidi sulla buccia delle mele del supermercato

L’alimentazione sbagliata uccide più del fumo e della pressione alta

A livello globale una morte su 5 è riconducibile a un'alimentazione scorretta, povera di cereali integrali e verdure

Solo pensare al caffè ci rende più attenti e lucidi

Nuovo studio svolto dall'Università di Toronto pubblicato sulla rivista scientifica Consciousness and Cognition