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Farmaci, in arrivo calcolo per giusta dose a ogni paziente

A ognuno la sua dose precisa di medicinale

Pubblicato il 07/04/2016 da Prevenzione a tavola

A ognuno la sua dose precisa di medicinale. Un nuovo strumento di calcolo, testato con successo in un piccolo studio pilota pubblicato su ‘Science Translational Medicine’, sfrutta i dati clinici dei pazienti per prevedere quale sia la quantità ottimale di farmaco a livello individuale. L’approccio matematico in questione, messo a punto da esperti della University of California a Los Angeles (Usa), promette una prescrizione più precisa di trattamenti per l’immunosoppressione, il cancro, malattie cardiache, infezioni batteriche e altre condizioni che richiedono regimi di terapia strettamente controllati.

A incidere sulla dose ‘ad hoc’ sono molti fattori, tra cui l’età, l’etnia, la genetica e le comorbidità, che possono tutti influenzare il modo in cui un paziente risponde a un dato farmaco, rendendo l’approccio al dosaggio ‘one-size-fits-all’ (una quantità uguale per tutti) inadeguato. Questo è particolarmente vero per i pazienti sottoposti a trapianti, che vengono pesantemente trattati dopo l’intervento chirurgico per far sì che il loro corpo non rifiuti il nuovo organo. I farmaci immunosoppressori hanno un range terapeutico ristretto e spesso dosi eccessive anche di poco fanno rischiare la tossicità, mentre dosi troppo basse potrebbero non riuscire a evitare il rigetto dell’organo.

Attualmente, i medici non possono far altro che monitorare attentamente i pazienti e formulare ipotesi sulla regolazione della dose. Per tentare di aiutarli, Ali Zarrinpar e colleghi hanno messo a punto un sistema di calcolo dosaggio personalizzato parabolico, che unisce i dati clinici individuali, tra cui la concentrazione di un farmaco nel sangue, per prevedere quale sarà la prossima dose ottimale di farmaco per quel determinato paziente. A differenza degli approcci precedenti basati su modelli matematici, il nuovo metodo utilizza un’equazione algebrica per costruire una parabola che raffigura la risposta di un paziente a un medicinale.

In uno studio pilota su pazienti sottoposti a trapianto di fegato, 4 trattati con immunosoppressori utilizzando le dosi determinate dal sistema di calcolo sono rimasti più facilmente nel range ottimale di trattamento, e hanno anche avuto ricoveri più brevi in ​​ospedale, rispetto ad altri 4 pazienti su cui non è stato applicato il metodo. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che questo approccio potrebbe ottimizzare anche il dosaggio per i pazienti trattati con una combinazione di farmaci. (Fonte)



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