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Capsula contro le placche aterosclerotiche: la proposta da Pisa

Viaggia nei vasi sanguigni per affrontare faccia a faccia l'aterosclerosi. Ecco di cosa si tratta

Pubblicato il 07/04/2016 da Prevenzione a tavola

Il suo nome è MicroVast e il suo obiettivo è rivoluzionare il modo viene afforntata la presenza di placche aterosclerotiche all'interno delle arterie. A parlarne al pubblico è stato Paolo Dario, docente di Ingegneria Biomedica e direttore dell'Istituto di Biorobotica della Scuola Sant'Anna di Pisa, che in occasione di una giornata a porte aperte promossa dalla Fondazione Pisa ha spiegato in cosa consiste il progetto MicroVast e quali sono i risultati finora raggiunti.

Dal punto di vista pratico MicroVast si presenta come una capsula comandata da una piattaforma robotica attraverso un sistema di locomozione magnetica. Una volta all'interno dei vasi sanguigni MicroVast può essere monitorata grazie agli ultrasuoni e liberare particelle magnetiche e microbolle con cui attaccare trombi e placche aterosclerotiche. Non solo, la capsula può anche recuperare eventuali frammenti generati dall'attacco grazie a un sistema di ancoraggio magnetico.

Il progetto è stato finanziato dalla Fondazione Pisa con ben 1,5 milioni di euro. I test condotti fino ad oggi hanno permesso di validare la piattaforma robotica sia in in vitro che ex vivo, dimostrare la possibilità di attaccare i trombi in vitro e, sempre in vitro, di recuperare eventuali frammenti. Inoltre è stata dimostrata la possibilità di rilasciare farmaci antinfiammatori all'interno dei vasi dopo la terapia.

Il prossimo obiettivo, ha spiegato Dario, sarà sviluppare varianti di MicroVast adatte all'uso clinico. (Fonte)



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