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Arriva la tassa sul pesto: l’Iva passa dal 4 al 10 per cento

L'UE ha deciso di aumentare l'Iva su rosmarino, salvia e basilico fresco, l’ingrediente essenziale del pesto

Pubblicato il 14/03/2016 da Prevenzione a tavola
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Una mazzata per i tanti amanti del pesto: l'Iva sul basilico passerà dal 4 al 10 per cento. In pratica è una vera e propria tassa sul pesto. L’Unione Europea ha deciso di aumentare le aliquote Iva su rosmarino, salvia e anche sul basilico fresco, l’ingrediente essenziale per la salsa ligure più amata nel mondo.

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L’imposta deve passare dal 4 al 10 per cento per chiudere una procedura di infrazione aperta dalla commissione europea, inevitabili quindi gli aumenti per i consumatori e le arrabbiature per i genovesi: il più che raddoppio dell’Iva è destinato a lasciare il segno sui prezzi finali.

La richiesta è partita da Bruxelles e il Parlamento ha inserito la modifica nel testo delle "Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea" al cui articolo 10 si legge: "L’innalzamento della tassa vale non solo per il basilico, ma anche per rosmarino e salvia freschi destinati all’alimentazione".

E' un caso di classica incompatibilità delle nostre norme con l’ordinamento comunitario e, senza l’adeguamento, il rischio è quella di ricevere a breve una nuova procedura di infrazione da parte della Commissione.

I problemi riguardono quindi anche altre erbe, come racconta il quotidiano romano il Tempo:

La parlamentare Pd di Scicli, in provincia di Ragusa, Venere Padua, senatrice alla Commissione Agricoltura solleva il caso dell’origano iper tassato dagli scranni parlamentari: "Se il basilico è agevolato nell’imposizione fiscale, perché un suo parente stretto come l’origano viene costretto a pagare il 22% sul valore?". (Fonte)



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