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Carni bianche: nuovo allarme per antibiotico-resistenza nei polli

Si riaffaccia il grave rischio per la salute pubblica a causa degli alti livelli di antibiotici nel pollo.

Pubblicato il 11/03/2016 da Prevenzione a tavola
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Riflettori nuovamente puntati sui polli: a quanto riferirebbe un recente report del ministero della Salute, le carni di pollo presenterebbero livelli molto alti di antibiotico-resistenza.

La grave minaccia per la salute pubblica arriva dalla stessa relazione che già dai contenuti della sua anticipazione nello scorso novembre aveva fatto decidere la Federazione nazionale degli Ordini veterinari italiani (Fnovi) a parlare di “situazione alquanto allarmante”.

IN ALTO IL VIDEO SHOCK DEGLI ALLEVAMENTI ITALIANI

Dai risultati degli accertamenti condotti su alcuni campioni prelevati da diversi allevamenti nazionali, mostrano che quasi il 13% è risultato positivo alla presenza di Salmonella; il 73% al Campylobacter; il 95,4%all’Escherichia coli e l’81,33% all’E.coli.

Un problema che trova spiegazione nella dura realtà che nascondono gli allevamenti intensivi di polli (fino a 20 animali per mq), come sottolinea l’associazione no profit che si occupa del benessere degli animali negli allevamenti: “L’uso eccessivo di antibiotici negli allevamenti di polli è necessario perché le difese immunitarie degli animali sono estremamente ridotte dalla selezione genetica e dalle condizioni di allevamento, tra cui le altissime densità – dichiara Annamaria Pisapia, direttrice di CIWF Italia Onlus -. Il miglioramento delle condizioni ambientali da solo non basta a risolvere questo problema: solo lavorando anche sugli aspetti di selezione delle razze e sulla riduzione delle densità sarà possibile ridurre l’uso di antibiotici e tenere sotto controllo il fenomeno dell’antibiotico-resistenza, che attualmente rappresenta una vera e propria minaccia per la salute pubblica”. (Fonte)



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