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Puglia, colorate 85 tonnellate di olive da tavola

Sostanze alimentari nocive e produzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici

Pubblicato il 08/02/2016 da Prevenzione a tavola
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In Puglia gli agenti della Forestale diretti dal generale Giuseppe Silletti hanno sequestrato 85 tonnellate di olive da tavola colorate e pericolose per la salute. La colorazione, con il fine di nascondere i difetti delle olive, avveniva utilizzando sia la clorofilla ramata, sostanza alimentare classificata dalla UE come colorante E141 – un procedimento vietato dalla legislazione nazionale e da quella europea – sia il solfato di rame, che è particolarmente nocivo.

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Diciotto imprenditori sono stati denunciati: dovranno rispondere di commercio di sostanze alimentari nocive e produzione di alimenti con aggiunta di additivi chimici non autorizzati dalla legge. Si tratta di imprenditori titolari di aziende nelle città di San Ferdinando, Polignano a Mare, Bitetto, Bitritto, Bisceglie, Margherita di Savoia, Bari, Sannicandro di Bari, Modugno, Noicattaro, Andria, San Giovanni Rotondo, Cassano delle Murge e Lucera. In diverse aziende sono stati accertati la presenza e l'utilizzo del colorante clorofilla ramata nei locali di produzione, in altri casi è risultato fondamentale il campionamento delle olive.

I controlli in Puglia – “Il metodo di lavorazione principale per le olive dolci da tavola, il Castelvetrano, prevede l'utilizzo di soda caustica, che permette la ‘deamarizzazione' del frutto, da cui deriva il nome ‘dolce' – ha spiegato il coordinatore dell'attività di indagine, Giuliano Palomba – Ma durante la lavorazione il loro color verde tende a sfumare verso il giallo e questo fa emergere le macchie e i difetti delle stesse olive”. I controlli sulle olive sono stati effettuati anche sulle tre dop registrate presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali: Nocellara del Belice; Bella della Daunia (Bella di Cerignola); Oliva tenera Ascolana, ma non è stata riscontrata alcuna problematica legata al solfato di rame. In occasione dei controlli sono state però fatte denunce sia per frode in commercio, relativamente a olive etichettate falsamente come “made in Italy”, sia per illecito utilizzo di denominazione protetta, con riferimento a lotti di falsa “Nocellara del Belice”. Fonte



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