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Attenzione ai cibi “sani”, si ingrassa anche con quelli

Chi deve perdere peso è spesso condizionato dalla natura degli alimenti

Pubblicato il 28/01/2016 da Prevenzione a tavola

Dal momento che un alimento è percepito come sano, secondo quanto evidenziato dallo studio, c’è una chiara tendenza a consumarlo in quantità maggiori essenzialmente per due motivi: da un lato ci si sente più in pace con la coscienza e quindi istintivamente si tende a esagerare, dall’altro si è convinti (erroneamente) che i cibi più salutari siano meno sazianti di quelli meno salutari. L’idea che abbiamo in mente delle varie categorie di alimenti appare in definitiva riconducibile a due estremi, sano/non sano e saziante/non saziante, mentre in realtà sono i livelli intermedi a fare la differenza. Senza contare cheanche gli alimenti etichettati come sani hanno calorie, grassi e zuccheri, che devono essere ben tenuti da conto in una dieta bilanciata.

QUALE LEGAME C’E’ TRA «SALUTARE» E «SAZIANTE»  

La ricerca statunitense è giunta a questa conclusione attraverso un esperimento suddiviso in tre fasi. Nella prima fase, i ricercatori hanno illustrato a 50 studenti del college delle immagini di alimenti salutari o non salutari, con i giovani che dovevano associare a ciascun alimento parole strettamente associate al senso di sazietà.

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In seconda battuta, i ricercatori hanno invitato 40 giovani a mangiare uno stesso biscotto che veniva presentato di volta in volta come salutare o non salutare. Come risultato, gli studenti che consideravano il biscotto salutare tendevano a sentire i morsi della fame prima degli altri, malgrado il biscotto fosse lo stesso.

Nella terza fase, infine, i ricercatori hanno presentato dei pop corn come salutari, non salutari oppure nutrienti, dopodiché ai giovani era chiesto di ordinarli in modo da non accusare la fame fino al pasto successivo. Anche in questo caso, i giovani tendevano a ordinare maggiori quantità di pop corn che consideravano salutari, seguiti da quelli nutrienti e da quelli non salutari.

SANO O NUTRIENTE? 

In tutte le fasi dell’esperimento, è apparsa quindi chiara la tendenza a mangiare in eccesso i cibi più sani per via di una considerazione errata del loro potere saziante, e non solo. Il pensiero di Joy Dubost, portavoce della Academy of Nutrition and Dietetics statunitense, esprime al meglio le conclusioni dello studio: «quella che è la percezione del cibo che mangiate può essere molto differente dal modo in cui il vostro corpo risponde a quel cibo. Chiaramente dobbiamo cominciare a indirizzare sia la parte cosciente che quella subcosciente nei nostri messaggi sul mangiare sano», ha ammesso la portavoce.

Secondo gli autori della ricerca, un buon modo per cominciare potrebbe essere quello di sostituire la parola «sano» sulla confezione dei cibi con «nutriente»: in questo modo il senso di sazietà potrebbe essere meno fuorviato. Per il resto spetta a noi non esagerare con le porzioni, di qualunque cibo si tratti. (Fonte)



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