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Zucchero, la nuova droga: “Fa male alla salute come il crack”

Lo zucchero raffinato "è il nuovo crack" si azzarda a dire Sally Norton, esperto nutrizionista

Pubblicato il 27/01/2016 da Prevenzione a tavola

Occhio allo zucchero raffinato. E' una droga, "è il nuovo crack" si azzarda a dire Sally Norton, esperto nutrizionista che spiega al Daily Mail come la dipendenza da dolci possa diventare pericolosa per la salute tanto quanto quella da alcol e droghe. Ma non è il solo a dare l’allarme: secondo un numero sempre maggiore di esperti lo zucchero è il nuovo nemico da combattere se si vuole vivere una vita all'insegna della salute.

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Lo zucchero sarebbe in grado di creare una dipendenza pari, se non peggio, a una droga pesante come il crack. Lo zucchero raffinato ci sta rendendo via via più grassi e inclini alle malattie a lungo termine. Nella fattispecie, questo consumo ha aumentato in modo significativo il rischio di diabete, ci ha causato un diffuso invecchiamento precoce, ha minato i nostri livelli di energia e spesso ha portato all’obesità. Lo zucchero raffinato inoltre avrebbe un impatto deleterio sul nostro sistema ormonale e il suo corretto funzionamento. Tutto questo è un grande problema di salute pubblica e lo possiamo osservare, dati alla mano, nel crescente numero di individui che sono affetti da obesità, diabete, sindrome metabolica e malattie cardiovascolari.

Assumiamo giornalmente molto più zucchero di quello che pensiamo e dovremmo. Si assume non solo direttamente, magari zuccherando il caffè, ma insieme a molti altri cibi durante tutta la giornata,  così, alla fine, il totale supera spesso le dosi raccomandate. Proprio come con una dipendenza da droga, si sente il bisogno di introdurre zucchero nell’organismo per mettere a tacere il desiderio.

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In una ricerca condotta da scienziati francesi, i ratti avrebbero addirittura preferito lo zucchero alla cocaina, pur essendo già dipendenti da essa. In pratica, usando scansioni cerebrali, gli scienziati hanno scoperto che bere frullati zuccherati innesca gli stessi centri neuronali di ricompensa che si attivano sotto l’effetto di droghe.

In base alle nuove linee guida statunitensi sull’alimentazione il limite indicato per gli zuccheri è quello di un massimo del 10% delle calorie ingerite giornalmente. Che equivale più o meno a quello contenuto in una sola bibita. Lo stesso limite è stato stabilito dall’Oms che però ha raccomandato in un recente documento di scendere al 5%. (Fonte)



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