I cookie permettono il funzionamento di alcuni servizi di questo blog. Utilizzando questi servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.

Dettagli OK

Siamo sicuri che l’olio extravergine d’oliva italiano provenga dall’Italia?

La dettagliata analisi del giornalista Marco Oreggia sulla situazione dell'olio in Italia

Pubblicato il 22/01/2016 da Prevenzione a tavola
Copia ed incolla il codice nel tuo sito

Non può esserci olio extravergine a 3/4 Euro al litro. Dal punto di vista giudiziario, alcune aziende messe all’indice per dei controlli attraverso le dogane, che sono l’ente di certificazione di assaggio, hanno una classificazione merceologica diversa da quella che è scritta in etichetta, è olio extravergine di oliva in realtà viene vantato che siano oli vergini di oliva, quindi una classificazione merceologica diversa e una qualità ovviamente più inferiore.

Altra cosa è invece la seconda indagine che di recente è partita con dei forti rastrellamenti in Puglia, che peraltro è il nostro bacino di produzione più importante italiano perché rappresenta circa il 35% della produzione. E' è stato riscontrato un potenziale elemento di frode, visto che veniva etichettato come 100% italiano, olio che attraverso una nuova tecnica che è quella del Dna, che è una pratica che però purtroppo ancora deve passare legalmente in ottica giudiziaria, sono stati riscontrati all’interno della composizione del bland dell’olio una serie di oli provenienti da nazioni extra italiane. Quindi per capirci Siria, Tunisia, Marocco. Questo sviluppo di quest’ultimo indagine pugliese potrebbe veramente definire la tracciabilità soprattutto dei prodotti e quindi obbligare forse in etichetta, ora attualmente è facoltativa, la possibilità di sapere quindi come consumatore dall’etichetta qual è l’origine e il bland che viene poi proposto in queste bottiglie.

Siamo con la nostra produzione i secondi produttori mondiali dopo la Spagna, siamo sicuramente i più importanti esportatori di prodotto come made in Italy e come immagine nel mondo e sarebbe bene continuare a lavorare, migliorando normative e ovviamente controlli e repressioni, per sostenere questo made in Italy sano e questo olio extravergine che abbia veramente la giusta identità. Attualmente c’è molta confusione. Se venisse fatta passare, come spero, l’indagine attraverso il Dna potremo sicuramente avere un elemento di repressione molto efficace nei confronti di una grande massa di olio extravergine, secondo me piuttosto standard e di medio – basso livello, che sono molto spesso sugli scaffali dei nostri supermercati o nella grande distribuzione generale.

Potrebbe interessarti anche Tutti i benefici dell’Olio extra vergine d’oliva

Noi abbiamo una produzione nazionale, certificata quest’anno, di circa 300 mila tonnellate che purtroppo è anche in drastico abbassamento in questi ultimi anni perché ovviamente c’è anche fortissimo abbandono del settore della produzione, perché ovviamente non facendo reddito, avendo una concorrenza molto a ribasso, ovviamente molti produttori hanno abbandonato e questo è un dramma.

Mediamente oggi una produzione va dai 6/8 Euro al litro come produzione potenziale di inserimento al commercio, contro i 3/4/5 euro della grande distribuzione. Per darvi un’idea al 75/85% della produzione nazionale è fatta da medio – piccoli che ha meno di 3 ettari in produzione, quindi sono realtà piuttosto deboli che inseriscono sul mercato tendenzialmente un prodotto che è extravergine assai interessante che però è poco presente molto spesso nella grande distribuzione perché filiere molto piccole.

Il grosso della massa dei prodotti da scaffale vengono invece da imbottigliatori spesso molti marchi sono anche di proprietà internazionale, quindi con proprietà che sono extra italiane, che sono e rappresentano la grande quantità di vendita commerciale sui nostri scaffali. Molto spesso vantano marchi italiani ma non sempre ovviamente gestiscono soltanto masse di prodotto italiano. Per darvi un’idea noi abbiamo un consumo pro capite intorno ai 15 chili in Italia, in realtà ci riforniamo circa il 50/75% della massa dall’estero perché il nostro fabbisogno non è coperto dai nostri produttori. I fornitori primari sono la Spagna, la Tunisia, la Grecia, il portogallo e attualmente è stato anche messo in elenco, da alcuni dati Agea persino il Cile. Questi grossi rifornimento vengono blandati, questi oli, non olive, oli, c’è da dirlo perché spesso si fa questo errore e poi vengono messi a scaffale: sono oli praticamente molto scarichi di qualità organolettica e salutistica.

Potrebbe interessarti anche Come riconoscere un buon olio extravergine d’oliva?

Consiglio spesso di rivolgersi soprattutto accorciando la filiera ai produttori che ovviamente hanno una loro tracciabilità e quindi peraltro propongono una qualità organolettica molto più alta, qualità fenoliche e salutistiche e decisamente più ampia a un prezzo estremamente basso, pur essendo il doppio, il triplo di quello del supermercato.



banner basso postfucina







  • Segui Prevenzione a Tavola:





NOTIZIE + RECENTI

Ecco i cibi che causano 500mila morti l’anno per malattie di cuore

Da Oms guerra a grassi trans, eliminarli dalla dieta

Frutta verdure e pesce tengono le rughe lontane

A evidenziarlo è uno studio dell'Erasmus Medical Centre di Rotterdam

Olio extravergine d’oliva: meglio DOP o IGP?

Il legame col territorio è dunque più forte nel DOP piuttosto che nell’IGP

Perché scegliere una birra artigianale?

Tra le altre cose ha un maggiore contenuto in vitamine e minerali rispetto ad una birra filtrata

Ecco cosa succede al cervello se mangiamo cioccolato fondente

Il cioccolato fondente è anti-infiammatorio e antistress

Corsi - Prevenzione a tavola

Il miglio previene diabete e cancro

È un cereale ricco di ferro, fosforo, magnesio, vitamine del gruppo B e soprattutto di acido folico

La carne dei fast food è da demonizzare?

Basta evitare patatine fritte, salse e bevande zuccherate e tenere a mente le raccomandazioni anti-cancro

Gli effetti di verdure, yogurt, tè e cioccolato sul fegato

Studio su cirrosi epatica, più diversità batteri intestino

Corsi - Prevenzione a tavola

La frutta secca fa battere il cuore a un ritmo regolare

Il consumo riduce il rischio di fibrillazione atriale

Perché scegliere i grani antichi?

Coltivare i grani antichi significa salvaguardare queste specie vegetali ed impedire che si estinguano

I ravanelli fanno benissimo al nostro organismo

Ha importanti facoltà antiossidanti e depurative, un ottimo aiuto per il fegato e la cistifellea

Cosa succede se si beve una birra in gravidanza?

Anche le bevande con gradazione alcolica medio-bassa sono pericolose in gravidanza

Ecco come scegliere il miglior olio extravergine d’oliva

Il miglior olio evo? Fruttato, amaro e piccante

Latte di mandorla: ottimo alleato per le ossa

Tra le bevande vegetali, è quello che contiene un maggior quantitativo di calcio, magnesio e fosforo

Come orientarsi tra i diversi tipi di farina

La nutrizionista spiega la differenza tra farine integrali, tipo 00, tipo 0, tipo 1, tipo 2, di manitoba, di grano duro, di grano tenero