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Il business del doping e il ruolo delle case farmaceutiche

Sandro Donati, ex allenatore della Nazionale italiana di atletica fa luce su questo controverso argomento

Pubblicato il 11/01/2016 da Prevenzione a tavola
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Originariamente il doping era essenzialmente l’uso di sostanze stimolanti estratte dalle piante, dalle erbe, poi con lo sviluppo dell’industria farmaceutica è diventato ben altro: è diventato un utilizzo improprio di farmaci originariamente creati per i malati ma che possono avere degli effetti di aumentare artificialmente le prestazioni; è diventato ancora più complicato quando l’industria farmaceutica ha cominciato a produrre gli ormoni e gli ormoni sono di diverso tipo gli ormoni anabolizzanti che favoriscono una crescita abnorme della muscolatura, purtroppo anche del cuore perché il cuore è muscolo. Poi gli ormoni invece cosiddetti aritroproteici che vengono utilizzati nella terapia medica per curare le persone affette da tumori nel sangue o da nefropatie gravi e invece nello sport per aumentare la resistenza, il numero dei globuli rossi. Il farmaco naturalmente lo assumi sul tuo corpo e provoca una serie di danni.

A metà negli anni 90, un’industria farmaceutica che stava già saturando il mercato e che quindi non riusciva più a trovare spazi, quindi uno sgomitamento tra le varie multinazionali farmaceutiche per assicurarsi porzioni di farmaci destinati ai malati, ha cominciato a intuire che forse c’era la possibilità di convincere anche i sani che in fondo un po’ malati lo fossero, o che comunque anche un sano potrebbe diventare più sano.

Quindi attraverso questo tipo di interesse è stata sviluppata una logica di marketing e uno dei filoni è stato individuato nello sport e si è capito chiaramente attraverso alcuni casi eclatanti che il mondo dello sport era alla ricerca di farmaci e che faceva fatica a trovarli e quindi a questo punto ha facilitato il compito per gli sportivi ossessionati da questa idea e sono cominciate delle linee di produzione che accortamente sono state allocate in paesi dove le normative sono molto blande, in genere nei paesi asiatici, africani sudamericani dove sono state lanciate delle produzioni gigantesche.

Ci sono delle indagini di qualche tempo fa del Senato belga che indicano come la produzione di alcuni ormoni sia superiore di 4/5 volte le esigenze dei malati, proprio per questo dirottamento nel mondo dello sport e recentemente il fenomeno delle farmacie online, a dire del traffico di farmaci attraverso Internet, ha aggravato ulteriormente il problema nel senso che ora con una carta di credito prepagata apri questi siti e che ti offrono anabolizzanti, ogni genere possibile di farmaci dopanti che, te lo ordini, ti arriva a casa con un pacchetto anonimo, poi di fatto non sai cosa arrivi e quindi i fenomeni aumentano ulteriormente, ma diciamo che non c’è nessunissimo controllo su questo tipo di traffico internazionale.



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