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L’errore in cucina che aumenta la proliferazione dei batteri

Meno i cibi stanno a temperatura ambiente, minore sarà la proliferazione batterica e l'insorgenza di malattie

Pubblicato il 16/12/2015 da Prevenzione a tavola

Tutti noi pensiamo sempre che certe malattie trasmissibili attraverso gli alimenti si possano prendere quasi esclusivamente mangiando fuori casa (ristoranti, alberghi, pizzerie, ecc.). Eppure la maggior parte dei rischi igienico-sanitari si verificano proprio tra le mura domestiche e precisamente nelle nostre care cucine. Infatti, in questi ambienti, a seguito di pratiche scorrette, si verifica la contaminazione e la proliferazione microbica degli alimenti oltre alla formazione di pericolose sostanze chimiche.

Coprire i cibi non elimina la proliferazione dei batteri

In poche parole si può affermare che meno i cibi stanno alla temperatura degli ambienti domestici (di norma compresa tra 16-24°C) minore sarà la proliferazione batterica e di conseguenza la loro capacità di provocare malattie (in quanto aumenta la “dose infettante” dei batteri). Questo è il motivo fondamentale per cui i cibi deperibili vengono conservati in ambienti a bassa temperatura (+4°C in frigorifero e a -18°C nel congelatore o nel surgelatore).

Quindi quando prepariamo i nostri gustosi piatti ricordiamoci di non dare ai batteri la possibilità di crescere e di aumentare di numero. Dobbiamo essere più scaltri di loro adoperando tutti i sistemi per evitare che il cibo stia per periodi medio-lunghi (cioè superiori ai 15-20 minuti) a temperatura ambiente. Ricordiamoci anche che coprire i cibi lasciati a temperatura domestica con coperchi, film plastici o d’alluminio serve solo a ridurre la contaminazione, ma non si ha alcun effetto sulla proliferazione. (Fonte)

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