Come scegliere un buon cioccolato al supermercato?

Gli Olmechi, i Maya e gli Aztechi lo chiamavano “il cibo degli dei” (queste popolazioni utilizzavano i semi anche come denaro: ne bastavano 100 per comprare uno schiavo) e Linneo, quando gli attribuì il nome ufficiale non fu da meno nell’esaltarne le proprietà: Theobroma cacao, nome scientifico della pianta del cacao, deriva infatti dalle parole greche “theo” cioè dio e “broma” che significa cibo.

Gli Aztechi consumavano il cacao sotto forma di bevanda con l’aggiunta di spezie. Probabilmente a noi non sarebbe piaciuta, troppo amara. Gli spagnoli, in particolare i loro monaci e suore, perfezionarono la ricetta aggiungendovi principalmente cannella e zucchero. Nacque così la famosa cioccolata calda.

Dal seme della pianta del cacao si ricavano:

  • Pasta di Cacao: è ottenuta mediante la torrefazione dei semi del cacao in polvere sottile. Nei cioccolati migliori è l’ingrediente presente in maggiori quantità, quindi il primo della lista.
  • Burro di cacao: è la sostanza grassa del cacao, ottenuta dalla spremitura della pasta di cacao.

È proprio la pasta di cacao, quindi il cacao a cui sono attribuite numerose proprietà benefiche per la nostra salute, tra le quali:

  • Aumento del benessere generale del corpo
  • Aiuta a combattere la depressione
  • Aiuta a controllare pressione sanguigna e colesterolo
  • Il cacao è inoltre ricco di polifenoli antiossidanti

Il Cioccolato è invece l’incontro del cacao con lo zucchero. Infatti, per legge il cioccolato per potersi definire tale deve contenere almeno l’1% di zucchero.

I tipi di cioccolato in commercio sono tantissimi, e differiscono in base alla qualità dei semi di cacao, alla tostatura, alla lavorazione e all’aggiunta di particolari ingredienti (vaniglia, cannella, zucchero, etc.). Tuttavia, le percentuali dei vari ingredienti nei diversi tipi di cioccolato sono regolate dalla legge: per i componenti più pregiati, il cacao e il burro di cacao, come precedentemente detto, è stabilita una percentuale minima obbligatoria. Spesso alcune tavolette che troviamo nei supermercati contengono ingredienti che ne abbassano la qualità:

  1. Oli vegetali: l’unico grasso presente in un buon cioccolato deve essere il burro di cacao, gli oli vegetali sono aggiunti in sostituzione del burro semplicemente perché risultano meno costosi.
  2. Dolcificanti: non fatevi ingannare dalle etichette, se riportano l’assenza di zuccheri è perché questi sono sostituiti dai dolcificanti, non così salutari per la nostra salute.

Esistono principalmente 3 tipi di cioccolato:

  1. Cioccolato fondente
  2. Cioccolato al latte
  3. Cioccolato bianco

Il Cioccolato Fondente: Gli ingredienti sono: pasta di cacao, burro di cacao e zucchero. La percentuale di cacao ne indica il pregio non deve essere inferiore al 43% e può arrivare al 90% per le qualità extra. Cioccolato Fondente Extra: La percentuale di cacao deve essere superiore al 45% (in alcuni casi si arriva al 90%), mentre il burro di cacao deve essere almeno il 28%. È sicuramente la qualità di cioccolato più pregiata: generalmente i semi di cacao sono di ottima qualità e lo zucchero deve essere inferiore al 55%.

Il Cioccolato al Latte: Gli ingredienti base del cioccolato al latte sono: pasta di cacao, burro di cacao, zucchero e latte (concentrato o in polvere). Il latte deve essere almeno il 14%, il cacao (pasta e burro) almeno il 25% (può anche superare il 40%), mentre lo zucchero aggiunto non può essere superiore al 55%. Il cioccolato al latte ha una consistenza più cremosa rispetto al fondente conferitagli dai grassi del latte.

Cioccolato Bianco: Poiché non contiene pasta di cacao, è un errore definirlo cioccolato. Si ottiene miscelando burro di cacao (20%), latte o derivati (almeno il 14%) e zucchero che non può superare il 55%.

Quanto possono mangiarne? La porzione consigliata di cioccolato è di circa 20-40 gr al giorno, deve essere un buon cioccolato fondente con una percentuale minima di cacao del 75%.

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