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Mele nei supermercati italiani: 9 su 10 contengono pesiticidi

Grenpeace ha analizzato le mele delle catene Auchan, Carrefour, Lidl, e la scoperta non è confortante

Pubblicato il 23/10/2015 da Prevenzione a tavola

Nell'ultimo rapporto di Greenpeace ha analizzato le mele: l’83% di quelle prodotte in modo convenzionale è contaminato da residui di pesticidi.

Oggi abbiamo i risultati di un’analisi sulle mele acquistate nei supermercati di 11 Paesi europei, Italia compresa, in 23 catene di supermercati: abbiamo preso 126 campioni di mele, 109 prodotte convenzionalmente, le rimanenti biologiche, e le abbiamo analizzate in un laboratorio indipendente per verificare la presenza di pesticidi.

La notizia cattiva è che oltre all’alto tasso di contaminazione, l'83% dei campioni contenevano almeno un residuo, nel 60% di questi campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche. Quella buona è che i test sulle mele biologiche non hanno evidenziato tracce di pesticidi.

Metà dei pesticidi rilevati nelle mele convenzionali hanno effetti tossici noti per organismi acquatici come i pesci, ma anche per le api e altri insetti utili. Molte di queste sostanze chimiche sono bioaccumulabili, hanno impatti negativi sulla riproduzione o altre proprietà pericolose.

A causa dell’incompletezza di dati e conoscenze disponibili su diverse sostanze e sulle loro miscele, non si possono neanche escludere rischi per la salute umana.

tabella1

In Italia le mele finite al microscopio sono state acquistate presso le catene Auchan, Carrefour, Lidl e un campione di mele biologiche presso Naturasì. Nella maggior parte dei campioni era presente almeno il residuo di un pesticida: in un campione acquistato presso Lidl sono stati trovati residui di tre pesticidi. La sostanza trovata più frequentemente è il THPI, un metabolita del fungicida captano.

tabella2

Anche se tutti i residui individuati rientrano nei limiti stabiliti dalle normative, la varietà disostanze chimiche trovate mostra che, dai campi al piatto, i pesticidi chimici sono una presenza troppo frequente nei nostri alimenti.

È ora di chiudere con questo sistema industriale, che fa acqua da tutte le parti: LEGGI IL RAPPORTO e scopri come fare per cambiare le cose!



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