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La truffa dei cibi senza glutine

Hanno costi esorbitanti e immotivati, il Ministero della Salute rimborsa farmacie e supermercati

Pubblicato il 19/10/2015 da Prevenzione a tavola

Oltre 215 milioni di euro. Tanto spende ogni anno lo Stato per rimborsare ai celiaci gli alimenti dietetici senza glutine. Più di 5mila prodotti inseriti nel registro del ministero della Salute, fra cui pasta sostitutiva fatta di farine di mais e di riso, ma anche arancini, crostatine, bignè e cioccolatini che costano fino a 110 euro al chilo.È dal 2001, con il decreto Veronesi, che il Servizio Sanitario Nazionale garantisce ai celiaci un budget di spesa mensile per comprare prodotti senza glutine. I celiaci diagnosticati, che hanno diritto all’esenzione, nel 2013 erano poco più di 164mila e oggi, visto che ogni anno le diagnosi aumentano del 10%, potremmo essere sui 190mila, con un aumento costante della spesa sanitaria.

I prodotti senza glutine si trovano nelle farmacie e anche nei supermercati. Ma in Italia come funziona il meccanismo del rimborso? L’azienda fissa il prezzo del proprio prodotto e lo comunica al Ministero della Salute che, senza batter ciglio, rimborsa i supermercati e le farmacie. (Fonte)

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