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Cancro al testicolo: 6 mosse per prevenirlo

In 30 anni 45% di casi in più di cancro al testicolo. Prevenirlo con l'autopalpazione si può

Pubblicato il 12/10/2015 da Prevenzione a tavola
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Per vincere il cancro al testicolo, il tumore più comune tra i giovani maschi con un numero di casi aumentato del 45% in 30 anni, “la prevenzione è importante e la salute si tocca con mano”. Suona così l’insegnamento del ‘professor Urosapiens’, protagonista di una lezione teorico-pratica in formato cartoon, ideata dalla Società italiana di urologia per addestrare i ragazzi (ma non solo) all’autopalpazione salvavita.

Una manovra in 6 mosse, con ‘tocchi’ mirati, che dovrebbe diventare per gli adolescenti “un compito a casa” da ripetere “almeno una volta al mese”, meglio se “dopo la doccia”.

Le prime ‘videoregole’ al maschile per l’autopalpazione, ormai un’abitudine diffusa tra le donne in lotta contro il cancro il seno, sono state presentate a Riccione dove si apre oggi l’88esimo Congresso nazionale della Siu (10-13 ottobre). Il video, prodotto dall’agenzia Acme, è stato proiettato in anteprima al meeting ed è disponibile online, scaricabile e condivisibile sui principali social network dai siti www.siu.it e www.pianetauomo.eu. In caso di dolore o di presenza di piccoli noduli duri al tatto, il suggerimento è di farsi visitare da un urologo. Per l’autopalpazione “ci vuole un minuto ed è molto facile, ma può salvarvi la vita”, assicura Urosapiens alla sua classe di teenager.

Ecco le mosse:

  • 1) Affinare il ‘tatto’. Prendere il testicolo nel palmo delle mani, prima l’uno e poi l’altro. Le dimensioni potrebbero non essere uguali, ovvero l’uno potrebbe risultare più grande dell’altro;
  • 2) Esaminare il testicolo. Ogni testicolo va esaminato facendolo ruotare delicatamente tra pollice e indice di entrambe le mani;
  • 3)Andare a caccia di noduli. Con le dita, andare alla ricerca di noduli duri, gonfiori morbidi o tondeggianti, diversa tessitura della superficie testicolare o anomalie che devono essere immediatamente riferiti al medico;
  • 4) Essere costanti. La manovra va effettuata una volta al mese. E’ bene, per non dimenticarsene, segnare la data dell’ultimo auto-esame sul calendario;
  • 5) Scegliere il momento. Quello più indicato per eseguire la palpazione dei testicoli è dopo un bagno caldo, quando cioè il sacco scrotale è rilassato;
  • 6) Ripetere il gesto. La ripetizione costante e regolare dell’autopalpazione potrà consentire una diagnosi precoce del tumore del testicolo.

Il cancro del testicolo è il tumore maschile più aggressivo, ma dimenticato da tutti, sottolineano gli urologi in summit. Colpisce principalmente fra i 25 e i 49 anni, in piena età riproduttiva, e rappresenta circa l’1% del totale neoplasie dell’uomo e il 3-10% dei tumori che colpiscono l’apparato urogenitale maschile. In Italia nel 2012 sono stati registrati oltre 2 mila casi, complici da un lato la mancata visita di leva che ha sottratto i giovani alla diagnosi e cura di patologie del distretto uro-genitale, dall’altro la scarsa attenzione a eventuali problemi che si manifestano già nei bambini. Il risultato è che la frequenza del tumore testicolare è in crescita, pur con una mortalità in netto calo: oltre 9 casi su 10 si curano, ma è necessario scoprirli in tempo. Da qui l’invito a “mettere da parte imbarazzi e pudore per imparare l’autopalpazione”.

“Data l’età di insorgenza – afferma Vincenzo Mirone, segretario generale della Siu – è importante sensibilizzare i giovani, insegnando loro a prestare attenzione a qualsiasi modifica possa verificarsi nell’anatomia o nella forma dello scroto e dei testicoli. Adulti e ragazzi dovrebbero conoscere dimensioni e aspetto ‘normali’ dei propri testicoli, in modo da essere in grado di riconoscere qualunque alterazione possa subentrare nel tempo. Le nostre regole e il nostro cartoon sono il primo passo per una serie di iniziative che riguardano i tumori urogenitali”.

Ma la prevenzione comincia dai primi anni di vita. “E’ fondamentale che i genitori facciano controllare i bambini dal pediatra di fiducia – aggiunge Mirone – poiché una correzione dell’eventuale discesa incompleta del testicolo entro il primo anno di vita riduce il rischio di cancro e facilita la diagnosi precoce del tumore. E non solo di quello del testicolo”, precisa lo specialista ricordando “un recente studio condotto dalla Società americana di oncologia medica e presentato nel 2015 al Simposio sui tumori urogenitali di Orlando. La ricerca ha analizzato circa 180 mila uomini e ha evidenziato un’incidenza di carcinoma della prostata più elevata tra gli uomini con un precedente tumore ai testicoli (12,6%), rispetto a uomini che non avevano conosciuto questa malattia (2,8%)”. Prevenire il cancro testicolare, in altre parole, significherebbe ridurre anche il futuro rischio prostata.

“La prevenzione è tanto più importante – conclude la Siu – perché oggi il tumore al testicolo offre ottime opportunità di cura: se diagnosticato e trattato precocemente il tasso di guarigione è intorno al 96%. Tuttavia alcuni trattamenti, specie se particolarmente aggressivi, potrebbero favorire un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, osteoporosi o l’alterazione della funzione sessuale e di impoverimento generale della qualità della vita. Da qui l’importanza di una diagnosi e un trattamento precoci e tempestivi”. (Fonte)



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