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Cosa contiene davvero una bottiglietta di Yakult?

L'analisi dell'etichetta ha portato alla luce ingredienti per niente salutari

Pubblicato il 22/09/2015 da Chiara Cevoli

Leggendo dal sito: “Yakult è una bevanda di latte scremato fermentato, che contiene il fermento lattico Lactobacillus casei Shirota (LcS). Yakult è adatto a tutti, adulti, donne in gravidanza, anziani e bambini. Non contiene conservanti e coloranti ed è senza glutine, ha un ridotto contenuto di sodio ed è privo di grassi.”

Secondo l’azienda una bottiglietta al giorno è sufficiente a garantire un buon giorno ed il sito rimanda infatti a un idea di salute, benessere e sana alimentazione, il tutto legato all’uso del prodotto. È veramente così buono?

La storia di Yakult è piuttosto datata: risale infatti al 1935 la scoperta da parte di Minoru Shirota, microbiologo e ricercatore della facoltà di medicina di Kyoto in Giappone, di un particolare fermento lattico, il Lactobacillus casei Shirota (LcS), in grado di giungere vivo nell’intestino. Tale fermento fu coltivato in una bevanda di latte scremato che chiamò appunto Yakult.

Fu poi una scalata verso il successo: nel 1964 ai giochi olimpici di Tokyo fu offerto e quindi fatto conoscere agli atleti di tutte le nazioni, nel 1971 Yakult entrò nella cosmetica con prodotti per la cura della pelle, nel 1993 arrivò in Europa ed infine nel 2007 anche in Italia.

La mission aziendale, da quanto si legge sul sito, è: “contribuire al benessere delle persone attraverso un costante impegno nella ricerca scientifica e la specializzazione nel campo dei probiotici.

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Cosa contiene quindi uno Yakult?

Ingredienti: acqua, latte scremato, sciroppo di glucosio-fruttosio, zucchero, maltodestrina, aromi, Lactobacillus casei Shirota. Non contiene glutine.

Nella tabella nutrizionale si legge che una bottiglietta da 65 ml contiene ben 9.2 gr di zuccheri semplici, quasi l’equivalente di 2 cucchiaini. In una sola bottiglietta!

Ma questo zucchero da dove viene? Guardando gli spot pubblicitari, navigando sul sito e osservando la bottiglietta, di zucchero non se ne parla da nessuna parte. Ci dicono che c’è poco sodio (sarebbe alquanto paradossale se ce fosse molto essendo un prodotto essenzialmente dolce), pochi grassi (continuiamo a preoccuparci dei grassi quando ormai è ben noto che la differenza tra sano e non è data da altri nutrienti) ed è anche senza glutine. Ma lo zucchero?

Tra gli ingredienti si trova lo sciroppo di glucosio-fruttosio: eccolo lo zucchero! Serve a dolcificare, anche parecchio, gli alimenti industriali che lo contengono (perché solo lì si trova, lo abbiamo inventato noi, non è così naturale come possa sembrare). Oltretutto il fruttosio possiamo considerarlo ben lontano da essere una manna dal cielo per il nostro intestino anzi: se assunto in grandi quantità tende a fermentare causando disturbi colici. Anche la maltodestrina è uno zucchero: altro non è che lunghe catene di glucosio, utilizzate dagli sportivi per soddisfare le richieste energetiche durante un intenso esercizio fisico (infatti è digerita e assorbita molto rapidamente).

Tra gli ingredienti troviamo anche un generico “aromi” la cui presenza e utilità è probabilmente solo legata alla volontà di rendere il prodotto più buono e vendibile.

Da qualche tempo è stata lanciata la versione light: circa 20 calorie in meno, ma purtroppo si trova anche qui lo sciroppo di glucosio-fruttosio oltre ai dolcificanti dai quali sembrerebbe sia meglio stare alla larga.

Certamente vista la presentazione del prodotto come salutistico e considerando anche la mission aziendale, avrebbero potuto fare molto di più, soprattutto per il nostro intestino, magari vendendo qualche bottiglietta in meno.

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Stamattina ho postato l'articolo sullo sciroppo di glucosio-fruttosio (per chi se lo fosse perso eccolo qui -->>>...Posted by Dott.ssa Chiara Cevoli Biologo Nutrizionista on Lunedì 21 settembre 2015



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Chiara Cevoli

Chiara Cevoli
Biologa Nutrizionista

Laureata in Biologia Applicata alla Ricerca Biomedica presso l'Università di Roma La Sapienza nel 2009 con lode, mi sono da subito interessata alla tematica dell'alimentazione frequentando diversi corsi e collaborando in alcuni Ospedali del Lazio come volontaria. Negli anni successivi è quindi iniziata la mia attività come Biologo Nutrizionista ... LEGGI »

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