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Cosa fare in caso di shock anafilattico?

Ecco come potete intervenire in caso di shock anafilattico

Pubblicato il 07/09/2015 da Prevenzione a tavola

L’anafilassi è definita come «una grave reazione allergica a rapida comparsa e che può causare la morte». Nelle forme più gravi si parla di «shock anafilattico». È causata da una particolare forma di ipersensibilità, comunemente detta “allergia”, verso una sostanza antigenica (detta allergene). Le cause più comuni comprendono punture di insetti, alimenti e farmaci. In genere si presenta con una serie di manifestazioni cliniche tra cui prurito, angioedema (gonfiore) della faccia e della gola, rapido calo della pressione arteriosa. A livello fisiopatologico, l’anafilassi è una reazione di ipersensibilità del I tipo, dovuta al rilascio di mediatori da parte di alcuni tipi di globuli bianchi attivati da meccanismi immunitari e non. Viene diagnosticata sulla base dei sintomi e deisegni che si presentano.

L’esposizione alla sostanza può avvenire per inalazione, ingestione, contatto o inoculazione dell’allergene. La reazione di anafilassi propriamente detta avviene nei confronti di un antigene con cui il soggetto è già entrato in contatto precedentemente.

COME COMPORTARSI IN CASO DI SHOCK ANAFILATTICO?

Scrive il dottor Luzzana:

Il trattamento da eseguirsi immediatamente consiste nella somministrazione di adrenalina. Questa, al di fuori di una struttura sanitaria, viene iniettata per via intramuscolare, anche attraverso i vestiti, se necessario. Poiché l’adrenalina è instabile a temperatura ambiente (andrebbe conservata a 4°C), le case farmaceutiche hanno preparato delle particolari fiale, munite di autoiniettore e ago, che possono essere conservate a temperatura ambiente per 6 mesi.

Le persone e i genitori di bambini a rischio di shock anafilattico devono tenere sempre con sé una di queste fiale e non esitare a utilizzarla. La somministrazione avviene automaticamente appoggiando l’iniettore sulla pelle all’altezza della coscia. Superata la fase acuta, si somministrano successivamente antistaminici, cortisonici e broncodilatatori in caso di broncospasmo.

Lo shock si verifica in persone che hanno una predisposizione o che hanno avuto dei precedenti. E’ fondamentale chiamare subito il 118.

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