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Cibi crudi: rischi e precauzioni per il consumo

Ci sono dei rischi nel consumo dei cibi crudi e degli accorgimenti che è bene conoscere

Pubblicato il 20/08/2015 da Prevenzione a tavola

D’estate il bisogno di evitare qualsiasi fonte di calore, ancor più se artificiale, induce a consumare pasti frugali, spesso e volentieri composti da materie prime fresche e anche crude.

Ci sono però dei rischi nel consumo dei cibi crudi e degli accorgimenti che è bene conoscere per non incorrere in spiacevoli problemi.

- PESCE. Gli amanti del pesce crudo e i crudisti a tutto tondo, prima di ritrovare in un morso il sapore del mare devono sapere che non è sufficiente che il pesce sia fresco perché sia anche sano. Nelle comuni qualità da banco, ad esempio, si possono annidare larve di parassiti, come l’Anisakis. Se il pesce è ingerito crudo o poco cotto possono trasmettersi all’uomo e provocare un’infezione gastrointestinale, fino ad arrivare, nei casi più gravi, a perforazioni dello stomaco e dell’intestino. Il congelamento, a un determinato rapporto fra tempo e temperatura, è risolutivo perché uccide il parassita, per questo i ristoranti sono obbligati a passare il pesce da servire crudo in un abbattitore a una temperatura inferiore a meno 20°C per almeno 24 ore.

- CARNE. Alcuni animali come suini e polli sono potenziali portatori di parassiti, batteri, virus, agenti patogeni che vengono distrutti con un’accurata cottura. Per questo la carne cruda e in più in generale i cibi di origine animale sono sconsigliati a bambini, anziani, donne in stato di gravidanza e persone immunodepresse. C’è da dire però che in Italia, lungo tutta la filiera, dagli allevamenti al punto vendita, esiste un serrato sistema di controlli per la sicurezza alimentare: le carni vendute in macelleria e nei supermercati sono oggetto di esami per conto del produttore e sottoposte a periodici controlli da parte anche di veterinari dell’Asl. L’etichetta di carni bovine e avicole deve riportare, tra l’altro, Paese di nascita e allevamento dell’animale, oltre a modalità e termini di conservazione che vanno rispettate. Dopo l’acquisto la carne va portata a casa il più rapidamente possibile e riposta in frigorifero o nel congelatore.

- LATTE. Da quando si sono diffuse in Italia apposite macchine erogatrici, è diventato più facile acquistare latte crudo, vale a dire munto, refrigerato e che non ha subito trattamenti termici. La discussione è aperta tra chi ne illustra i benefici nutrizionali e chi invece mette in guardia contro il rischio di trasmissione di infezioni batteriche. Di fatto, per legge, sull’etichetta deve essere riportata la scritta «da consumarsi previa bollitura», a tutela della salute del consumatore.

- UOVA. Oggi il ministero della Salute, se non è prevista la cottura, consiglia di usare solo uova controllate, freschissime, con il guscio pulito e tenute in frigo fino al momento del consumo. (Fonte)

Potrebbe interessarti anche questo video: I pericoli del pesce crudo



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