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La verità sull’olio di cocco: tutto ciò che dobbiamo sapere

L’olio di cocco potrebbe essere considerato come una valida alternativa ai grassi idrogenati o all’olio di palma

Pubblicato il 03/08/2015 da Roberta Martinoli

L’olio di cocco (puoi acquistarlo qui) è fatto per il 92% da acidi grassi saturi. Tanto per avere un’idea il burro ne contiene il 64% mentre il grasso animale appena il 40%. Ottenuto a partire dalla polpa essiccata della noce di cocco, trova ampio utilizzo nell’industria cosmetica. Negli ultimi anni però se ne vantano i benefici sulla salute. Sappiamo da tempo che i grassi saturi contribuiscono all’innalzamento del colesterolo cattivo (LDL) a sua volta causa dell’aumento del rischio cardiovascolare. Il fatto strano è che l’olio di cocco nonostante l’elevato contenuto di acidi grassi saturi contribuisce ad innalzare i livelli di colesterolo buono o HDL. Probabilmente ciò è dovuto all’acido laurico che nell’olio di cocco rappresenta circa la metà di tutti gli acidi grassi. Si tratta di un acido grasso a catena media con una documentata capacità di innalzare la frazione HDL e pertanto dotato di un effetto potenzialmente protettivo sul rischio cardiovascolare.

Va considerato poi che gli oli vegetali devono i loro effetti sulla salute non solo alla particolare composizione acidica ma anche alla presenza di numerose sostanze ad azione antiossidante. Così in un lavoro pubblicato nel 2012* gli Autori documentano una più significativa riduzione dei livelli di colesterolo totale, LDL + VLDL, Apo B e trigliceridi nei topini che venivano alimentati con olio di cocco rispetto a quelli che assumevano olio di oliva o di girasole. Allo stesso modo nei topini trattati con olio di cocco sarebbe stata inibita la lipogenesi epatica (cioè a dire la sintesi di grassi a livello del fegato) ed aumentata l’attività della lipoproteinlipasi, l’enzima deputato all’idrolisi dei trigliceridi contenuti nelle lipoproteine (chilomicroni e VLDL). A conclusione del loro articolo gli Autori sostengono di aver dimostrato che l’effetto benefico dell’olio di cocco è legato alla regolazione nei processi di sintesi e di degradazione dei lipidi. Probabilmente è vero, ma in campo scientifico funziona così: bisogna impostare studi di più ampio respiro, considerando un’elevata numerosità campionaria e vedendo gli effetti sugli umani. Il guaio è che da quando la divulgazione passa per il web un singolo lavoro scientifico basta a sostenere una verità incontrovertibile!

Detto ciò dubito che gli Autori indiani abbiamo utilizzato olio extravergine di oliva “vero”, di quello che viene prodotto dalla prima spremitura delle olive, magari pressate a freddo e al riparo dalla luce! Lo scienziato americano Ancel Keys, studiando l’alimentazione dei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, identificò proprio nel consumo regolare di olio extravergine di oliva uno dei motivi della ridotta incidenza di malattie cardiovascolari. Così se volessimo confrontare l’olio extravergine di oliva con quello di cocco noteremmo che mentre il primo è fatto prevalentemente da acidi grassi monoinsaturi (78%), l’altro contiene oltre il 90% di grassi saturi. Secondo le linee guida il 15-25% delle calorie totali giornaliere dovrebbe provenire dagli acidi grassi monoinsaturi il che si traduce in una quantità variabile dai 33 ai 55 g. Un cucchiaio da tavola di olio extravergine di oliva fornisce già da se 11 g di acidi grassi monoinsaturi. Solo il 10% delle calore totali dovrebbe provenire dagli acidi grassi saturi, il che significa 20 g se assumiamo giornalmente 2000 kcal. Ma un cucchiaio da tavola di olio di cocco fornisce già 13 g. Quindi dopo aver consumato un cucchiaio di olio di cocco dovremmo evitare altre fonti di grassi saturi per tutto il resto della giornata!

Mi piace considerare l’olio extravergine di oliva una medicina più che un alimento. Noi Italiani condividiamo con la splendida pianta dell’ulivo l’appartenenza alla stessa aerea geografica. I nostri geni si sono modificati nel corso dei millenni in ragione dell’ambiente e delle abitudini alimentari. In ragione di ciò non esiste olio che possa essere più indicato per la nostra salute dell’olio extravergine di oliva. Poi però di fatto mangiamo anche cibo industriale. E allora forse l’olio di cocco potrebbe essere considerato come una valida alternativa ai grassi idrogenati o all’olio di palma. (puoi acquistarlo qui)

* (Arunima S, Rajamohan T. Virgin coconut oil improves hepatic lipid metabolism in rats-compared with copra oil, olive oil and sunflower oil. Indian J Exp Biol 2012 Nov;50(11):802-9)

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Roberta Martinoli

Roberta Martinoli
Nutrizionista

Sono ormai 15 anni che mi occupo di Nutrizione Umana. Dopo la laurea in Scienze Agrarie ho ottenuto il Dottorato di Ricerca in Fisiologia dei Distretti Corporei presso l’Università di Roma Tor Vergata. È stato lì che ho cominciato a studiare le tecniche di valutazione della composizione corporea e i principi di dietoterapia. Mi sono ... LEGGI »

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