Utilità farmacologica delle molecole naturali nella lotta contro il cancro

Nel corso degli ultimi anni la ricerca scientifica è tornata a occuparsi di molecole naturali dotate di azione farmacologica. Questo di per sé non è strano perché da tempo l’80% circa dei farmaci che oggi utilizziamo deriva, in un modo o nell’altro, da sostanze farmacologicamente attive presenti nei cibi, nelle piante e in qualche modo diffusa nel mondo naturale.

L’elemento di novità è dato dal fatto che, nel corso degli ultimi 30 anni, la nuova impostazione quella basata cioè sulla ricerca di farmaci studiati al computer, non ha dato i risultati sperati; soprattutto in ambito oncologico dove le cosiddette nuove terapie, quelle che vanno a colpire dei bersagli selettivi rappresentati da un gene e dai suoi prodotti, non hanno dato quei risultati sperati.

In termini bruti possiamo dire che nel corso degli ultimi 30 anni l’aspettativa di vita dei malati di cancro non si è modificata significativamente grazie all’introduzione di nuove terapie. E questo ha dato impulso, prima nelle università e ora anche nelle aziende farmaceutiche, a riscoprire e a ristudiare farmaci antichi, principi naturali che permettono di offrirci, anche a breve scadenza, delle soluzioni estremamente importanti.  Essenzialmente perché questi farmaci non vanno a colpire un singolo target della cellula o del tessuto, ma coinvolgono più percorsi, più bersagli e hanno già dato sia a livello della ricerca in vitro sulle cellule sia a livello degli studi sugli animali e grazie ai primi trials clinici, dei risultati estremamente sorprendenti e promettenti.

Tra queste molecole ce ne sono alcune di particolare rilevanza come la melatonina, che è un neurormone dell’uomo, ma anche prodotti dei cereali, come l’inositolo e i suoi derivati esafosfati, estremamente utile sia nella prevenzione che nella cura di molti tumori. Poi abbiamo la famiglia delle sostanze che vengono rinvenute sia nel vino rosso, sia nel te verde: i polifenoli, gli isoflavoni, i bioflavonoidi, il resveratrolo, l’acido gallico ed ellagico e tanti altri ancora. Abbiamo poi gli estratti ottenuti dalla purificazione di molte piante della famiglie delle brassicaceae (i broccoli) e molte altre ancora.

La lista è straordinariamente lunga e ogni giorno si arricchisce di nuovi protagonisti che lasciano ben sperare.

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