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Le regole per prevenire e tenere sotto controllo il diabete

Le differenze tra diabete insulinodipendente e non insulinodipendente: come tenerlo sotto controllo e prevenirlo

Pubblicato il 01/07/2015 da Claudio Russo
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Il diabete è una malattia estremamente diffusa ed è sostanzialmente secondario a un’alterazione dell’equilibrio del metabolismo degli zuccheri nel sangue in conseguenza di una carenza più o meno grave della produzione di un ormone da parte del pancreas: l’insulina. L’eccesso di zucchero nel sangue purtroppo è un fattore estremamente negativo e rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza della malattia cardiovascolare. Lo zucchero in eccesso tende a depositarsi progressivamente nei vari sistemi dell’organismo, in particolar modo nelle arterie, favorendo l’aterosclerosi ma provoca inoltre un coinvolgimento del sistema nervoso, dell’occhio, della cute. Il diabete purtroppo è una malattia che finisce per compromettere lentamente tutto l’organismo.

Esistono sostanzialmente due forme di diabete: la forma insulino-dipendente, quella che richiede fin dall’inizio la somministrazione di insulina, e la forma non insulino-dipendente, detta anche diabete alimentare o diabete dell’età più avanzata, la quale, almeno all’inizio, non richiede la somministrazione dell’insulina, ma la dieta controllata ed eventualmente l’assunzione di antidiabetici orali.

DIABETE INSULINO-DIPENDENTE

Sicuramente la forma insulino-dipendente è quella più grave perché più spesso si manifesta in giovane età e questo significa che l’organismo rimane esposto per più anni al danno di questo eccesso di zucchero che non viene adeguatamente smaltito per mancanza assoluta ed irreversibile di insulina. Benché un paziente con diabete insulino-dipendente non può eliminare questa malattia, tuttavia con un attento controllo ed un’adeguata terapia può ritardare e ridurre delle complicanze sistemiche.

Controllare questa malattia significa innanzitutto un corretto stile di vita, una corretta igiene alimentare per quanto riguarda la limitazione di tutte quelle sostanze alimentari che possono squilibrare maggiormente i livelli di glicemia, quindi prevalentemente i carboidrati e gli zuccheri. L’altro elemento importante è la stretta valutazione dei livelli della glicemia nel sangue, in modo tale che con la somministrazione di insulina si possano mantenere il più possibile costanti e normali nel corso delle 24 ore i livelli della glicemia, evitando quindi l’accumulo  di zuccheri all’interno degli organi esposti.

DIABETE NON INSULINO-DIPENDENTE

Diverso è il discorso invece del diabete senile, detto anche diabete non insulino-dipendente o diabete alimentare che è sostanzialmente riconducibile a una sorta di esaurimento funzionale del pancreas: nel corso degli anni il pancreas non è più in grado di produrre la stessa quantità di insulina, per cui evidentemente di fronte a un eccesso di zuccheri nel sangue la produzione ed il rilascio di questo ormone rischia di diventare insufficiente.

E’ evidente che questo diabete è quello più facilmente controllabile con la dieta, nel senso che la riduzione dell’apporto degli zuccheri permette di mantenere dei livelli glicemici adeguati, proprio perché ancora il pancreas mantiene una capacità, seppur ridotta, di produrre questa insulina.

SOVRAPPESO E OBESITÀ

Strettamente correlata al diabete non insulino-dipendente è la problematica del sovrappeso e dell’obesità. E’ noto infatti che il paziente che per eccessiva alimentazione aumenta il peso corporeo, può sviluppare progressivamente una minore tolleranza agli zuccheri; nel paziente in sovrappeso o addirittura obeso la secrezione di insulina risulta meno efficiente, sviluppando quindi il diabete.  Per questo motivo molto spesso questo tipo di diabete si può giovare della riduzione dell’apporto alimentare di zuccheri e della conseguente della riduzione di peso corporeo: non è raro che il paziente che riduce peso può addirittura andare incontro quasi a una regressione della malattia, viceversa l’aumento del peso slatentizza questa condizione. Ancora una volta emerge l’importanza di una corretta alimentazione e del controllo del peso corporeo.

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Claudio Russo

Claudio Russo
Cardiochirurgo

Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano, specializzato in Cardioangiochirurgia presso l’Università degli Studi di Bari, dal 1987 è Cardiochirurgo presso la Divisione di Cardiochirurgia dell’Ospedale Niguarda Milano che attualmente dirige . Ha comperato la sua formazione durante soggiorni in prestigiose ... LEGGI »

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