Il glutine potrebbe essere il responsabile del colon irritabile

Alcuni sintomi della sindrome del colon irritabile sono causati dal glutine? Secondo uno studio Glutox, condotto dall’Associazione Italiana Gastroenterologi e endoscopisti ospedalieri, coordinato dal Centro per la prevenzione e diagnosi della malattia celiaca della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e riportato da La Repubblica, almeno il 25 per cento dei casi, quindi una persona su quattro, sarebbe sensibile a questa sostanza. La ricerca è iniziata quasi un anno fa reclutando individui con problemi intestinali non collegati a celiachia o allergia al frumento con lo scopo di verificare la diffusione della sensibilità al glutine e le eventuali conseguenze sull’organismo.

I sintomi di questo problema sono stanchezza, mal di testa, gonfiore addominale ed intestino irritabile: “Questo disturbo – ha spiegayo il dottor Luca Elli del Centro e coordinatore dello studio – provoca sintomi clinici simili a quelli della sindrome dell’intestino irritabile come dolore addominale, gonfiore e manifestazioni extraintestinali aspecifiche quali eczemi, prurito, cefalea che solitamente insorgono a breve distanza dall’assunzione di glutine ed altrettanto rapidamente regrediscono in seguito a una dieta ad esclusione. Si pone però il problema che alcuni casi non siano correttamente diagnosticati“. A volte si confondono infatti le avvisaglie di un’intolleranza al glutine con la celiachia.

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Per questo motivo i pazienti sono stati sottoposti a tre settimane di dieta gluten-free; dopo questo lasso di tempo tutti i cibi sono stati introdotti nuovamente nel regime “in cieco”, ossia solo per alcune persone, con il risultato che ben ventisei di loro sono tornati a manifestare dei disturbi gravi. Fortunatamente la dieta per chi soffre di questo problema è meno restrittiva rispetto a chi è celiaco, visto che basta alternare periodi di astinenza e fasi in cui assumere tutti gli alimenti senza distinzione: “I risultati della ricerca – ha concluso Elli – permettono di ipotizzare che questi pazienti potrebbero essere sottoposti a una terapia esclusivamente basata sulla dieta, simile a quella per la malattia celiaca, con remissione dei sintomi

(Fonte)

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